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martedì 9 novembre 2010

COMUNE & TRASPARENZA AMMINISTRATIVA di Aldo Natoli

(Aldo Natoli) Mia madre, da saggia strombolana, spesso mi redarguiva affermando: “ stai attento perché i sogni durano poco”. In effetti quello con il quale mi illudevo del giungere di una nuova primavera amministrativa nel nostro Comune è sfumato troppo in fretta. Cosichè al perenne silenzio si è aggiunta anche l’arroganza.
Qualche mese addietro ho inviato al Dirigente del Comune di Lipari ed al Primo Cittadino un elenco di pratiche con i relativi protocolli di ingresso che dimostravano come l’elenco predisposto per l’esame dei progetti da parte della Commissione Edilizia Comunale non rispettava la normativa comunale, ovvero la Determina Dirigenziale n° 27/2000 e quella regionale (L.R. n° 10/91).
Anziché predisporre i necessari accertamenti ed assumere i dovuti provvedimenti il Dirigente DeVita ha ritenuto di proporre al Sindaco di modificare la citata normativa comunale (Determina n° 202/2009), che prontamente ha raccolto la richiesta, ritendendola “idonea al conseguimento dei fini istituzionali, nel rispetto dei principi di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa” (Determina n° 141/20099).
Ma quali fini? Insomma è come cambiare le carte a partita iniziata. E’ come voler sanare eventuali misfatti. Ho sempre sostenuto che l’uso della D.I.A., divenuto nel nostro Comune non procedimento eccezionale ma ordinario, è la causa principale dei guasti che giornalmente vediamo sul territorio. Opinione questa che è stata ribadita, anche in occasione dei danni che si sono verificati nel messinese, da autorevoli personaggi. Ma i tenutari del Palazzo Comunale, che evidentemente leggono poco i giornali, hanno voluto dare alla D.I.A. una corsia preferenziale. Un modo questo poco confacente per combattere l’abusivismo ed i danni all’ambiente. Mi sono permesso di chiedere al Dirigente del Settore Urbanistica, Arch. De Vita, richiamando la vigente normativa comunale e regionale, l’elenco delle pratiche D.I.A. esitate negli anni 2007/2008/2009. Un elenco che utilizzando il computer si ottiene in poco tempo. Ma il Dirigente De Vita, ignorando che la legge 241/90 è stata recepita e modificata in Sicilia dalla legge n° 10/91, che a sua volta ha demandato ai comuni di adottare un proprio regolamento per l’accesso ai documenti amministrativi da parte dei cittadini, che il Comune di Lipari ha approvato un proprio Regolamento (n° 21/2006) con il quale recependo la direttiva della Presidenza del Consiglio consente ai “cittadini residenti” di accedere ai documenti senza addurre alcun motivo, in quanto tali, ha stranamente rifiutato il rilascio dell’elenco richiesto.
Quindi oltre a cambiare le carte a partita iniziata ha inteso non far completare la partita. Non ha consentito, in poche parole, la dovuta verifica al cittadino, ovvero la chiusura del cerchio. La motivazione non può che generare inquietudine: ”Questo anche nel tentativo di contemperare l’esigenza di trasparenza dell’attività amministrativa con la necessità di non recare intralcio al regolare ed ordinato svolgimento dell’attività stessa”. Ma la trasparenza non si garantisce fornendo risposte esaustive ai cittadini ? Ma la “certezza di diritto” non si attua esaudendo le richieste dei cittadini o chiarendo i loro dubbi?
Nel caso specifico il Dirigente De Vita doveva spiegare al sottoscritto perché alcune pratiche sono state sottoposte all’esame della C.E.C. senza tenere conto dell’ordine disposto dalla Determina Dirigenziale n° 27/2000; perchè alcuni progetti sono stati istruiti e sottoposti all’esame della C.E.C. senza rispettare l’ordine cronologico d’entrata al Comune come espressamente indicato dalla Legge. L’art. 2 del Regolamento Comunale non ribadisce che assicurare la trasparenza e l’imparzialità, assicurare il diritto alla difesa, rientra tra le “finalità del diritto all’accesso”? Spero che il Primo Cittadino, che parla spesso di trasparenza amministrativa e di dare certezza di diritto ai propri amministrati, il Segretario Dirigente Generale del Comune, ed il Difensore Civico, vogliano accertare quanto segnalato e documentato dal sottoscritto e disporre l’immediato rilascio della documentazione richiesta.
La domanda di accesso a degli atti formati dalla P.A. non deve essere intesa come ostruzionismo o come perdita di tempo, dal momento che tale incombenza rientra nei compiti del pubblico dipendente, ma bensì come un momento importante per dimostrare la trasparenza dell’Ente

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