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sabato 13 novembre 2010

Sottomonastero. Il comunicato del circolo eoliano di Sinistra Ecologia e Libertà

Circolo di Sinistra Ecologia e Libertà – Isole Eolie
Comunicato stampa.
Sottomonastero, ovvero quando un’amministrazione è ostaggio della propria inconsistenza.
La vicenda di Sottomonastero e dei lavori per la banchina che si “devono” fare ad ogni costo e contro ogni logica, se non fosse tragica, sarebbe l’esempio sublime della totale incapacità dell’attuale amministrazione nel comprendere le reali esigenze della cittadinanza e di pianificare gli interventi più opportuni per migliorare una situazione, anziché peggiorarla. Perché quando a pronunciarsi sulle conseguenze negative di un’opera portuale sono una Commissione straordinaria istituita proprio sulla necessità di valutare le scelte progettuali, insieme ai comandanti delle navi che ogni giorno operano all’interno del porto, è grottesco trincerarsi dietro l’impossibilità di attuare delle varianti e di non potere quindi modificare – prima che sia troppo tardi – un progetto. Quale è allora il senso di una “messa in sicurezza”, quando secondo autorevoli pareri sarebbe destinata a creare ulteriori difficoltà nell’area portuale e, di conseguenza, a ostacolare la nostra mobilità?
Ma i problemi non sono solo a mare, ne esistono anche a terra. L’area alle spalle del porto di Sottomonastero, ormai da tempo, è infatti interessata da sempre più frequenti fenomeni di allagamento, che costituiscono un evidente problema per i residenti che vivono nelle case di fronte al porto, per le attività commerciali presenti, o per chi vuole semplicemente parcheggiare in una delle poche zone rimaste disponibili, dato che il parcheggio dei Cappuccini è stato dimezzato – altra scelta lungimirante – per ospitare attività commerciali ambulanti. Cosa si sta facendo per monitorare il fenomeno di apparente “sprofondamento” che sembra interessare questa zona e, soprattutto, per trovare una soluzione? La “messa in sicurezza” è stata forse progettata tenendo in considerazione questo aspetto? Quali potranno essere, in questo senso, le implicazioni di una sua realizzazione così come prevista? E quali saranno le prospettive tra dieci o venti anni, dato che ancora nessuno si pronuncia con chiarezza sulle cause della sempre maggiore frequenza di tale fenomeno?
La cittadinanza ha il diritto di avere risposte esaurienti da coloro che, oggi, avrebbero il compito di amministrare e di farlo con autorevolezza – perché non è più ammissibile il concetto di “immodificabilità” quando si parla di un progetto che coinvolge uno dei punti nevralgici della nostra esistenza di isolani, quello di avere un porto realmente rispondente alle nostre esigenze – soprattutto quando quelle azioni sono destinate a condizionare inevitabilmente il nostro futuro.
Segreteria S.E.L

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