La "stranezza" in questione è rappresentata dallo stop imposto alla macchina del comune che, con messo a bordo, doveva raggiungere l'Ufficio protocollo sulla via Garibaldi per portarvi la posta da protocollare. Secondo quanto apprendiamo chi era in servizio alla transenna(che null'altro fa che applicare le disposizioni ricevute e l'ordinanza) non ha fatto accedere la macchina del comune e il messo, posta sotto braccio, ha dovuto raggiungere a piedi il protocollo.
D'altronde, visto che erano superate le undici, non era più consentito il carico e scarico.... anche della posta.
Al di là di questo ribadiamo che da oggi sarà "zona disco" dalle ore 08.30 alle ore 13.00 e dalla 16.00 alle 20,00:
all’interno del Parcheggio Sant’Anna;
all’interno del Parcheggio Cappuccini;
nella Via F. Mancuso lato monte;nella Via Madre F. Profilio lato mare.
Nella Via F. Crispi, inoltre, viene istituito il divieto di sosta 0/24 con rimozione forzata, lato mare. E’ consentito, nella stessa via, il libero parcheggio lato monte.
Oltre che dalla segnaletica verticale, le zone a disco orario si possono riconoscere per via dei numeri riportati all'interno degli stalli.
all’interno del Parcheggio Sant’Anna;
all’interno del Parcheggio Cappuccini;
nella Via F. Mancuso lato monte;nella Via Madre F. Profilio lato mare.
Nella Via F. Crispi, inoltre, viene istituito il divieto di sosta 0/24 con rimozione forzata, lato mare. E’ consentito, nella stessa via, il libero parcheggio lato monte.
Oltre che dalla segnaletica verticale, le zone a disco orario si possono riconoscere per via dei numeri riportati all'interno degli stalli.
Una partenza ad handicap dicevamo. Ad esempio non è stato ancora attuato lo spostamento dell'area di sosta sulla Francesco Crispi e nel centro storico (in entrambi i casi documentato con il successivo filmato) alle undici e trenta circa era ancora "isola pedonale" solo sulla carta.
Un provvedimento che non potrà che migliorare nei giorni a venire anche se abbiamo qualche perplessità sulla gestibilità dell'ordinanza, viste le esigue forze a disposizione.





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(Laprovincia on line- Gaetano Di Matteo) Sbarca a Salerno “Nostra Signora dei Vulcani”, al secolo Loredana Salzano, l’eclettica 35enne artista nocerina giunta seconda alla prima edizione del “Concorso Arte contemporanea 2009” di Messina con l’opera dal titolo “Estrattori di allume-luna”.Ed è grazie a questo piazzamento che esporrà le proprie tele presso la Biennale Internazionale di arte contemporanea di Firenze che si svolgerà quest’anno alla fine di Dicembre a Fortezza da Basso. L’esposizione salernitana è stata allestita presso la galleria d’arte-ristorante “Rosso rubino” di Salerno fino al 14 luglio. Titolo della mostra: “Eruzione lunare”. Quello della Salzano è un ritorno nella cittadina salernitana, visto che da qualche anno si è trasferita nell’incantevole isola di Lipari, suggestivo e fecondo scenario vulcanico del quale l’artista riesce a rappresentarne le pulsazioni ed inquietudini, solitudini e sogni, piaceri ed irrequietezze. Sul perché siano proprio i vulcani ad essere al centro del flusso creativo dell’artista è lei stessa a spiegarlo: “Perché il vulcano è arte del profondo. Esso è donna sola e potente. E’ fuoriuscita di pensieri densi; è filo rosso tessuto alle radici; è movimento d’onda che incanta e disorienta”. Non solo pittura. La Salzano realizza ceramiche artistiche e sculture con materiali di recupero provenienti direttamente dal mare. Inoltre scrive. E tanto. Compone versi ed annota pensieri, gli ultimi dei quali raccolti nell’opera: “isole brade”. Una raccolta di poesie di una delicata bellezza sospese tra realtà e sogno, intrise di mare, impregnate di colori e profumi di questo lembo di terra siciliano all’incrocio dei venti e baciato da Afrodite. Una natura selvaggia, brulla e cristallina raccolta e proiettata in queste opere dalle quali emerge un raffinato tentativo, più che riuscito, di dare poesia, luce e corposità agli animi femminili che ruotano nella sua vita. Ed una donna in particolare, sua figlia Caterina(“Attraverso i suoi occhi riesco a vedere ciò che credevo scomparso, ma che in realtà è solo sommerso”), le ha ispirato forse il suo quadro più bello, o quantomeno il più rappresentativo: “Uno due tre… Luna”. Quest’ ultima è la prima opera della nuova serie delle" lune ludiche" e riprende ,nello specifico, in maniera più che evidente nel titolo:" un ,due ,tre ..stella", il gioco dei bambini. Dei bambini "c’è il grafismo fanciullesco - spiega lei- e come solo ai bambini accade, rimane la sorpresa ,lo stupore, la gioia. In qualche modo un viaggio alla scoperta, o alla "riscoperta", della Luna che resta la proiezione dei sogni e delle umane aspettative”. Perché, come scrisse Marcel Proust “Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi”.
