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giovedì 12 novembre 2009

Tirrenia-Siremar. "E se i sogni dovessero morire all'alba?". (di Michele Giacomantonio)

(Michele Giacomantonio) “Le notizie sui problemi dovuti alla mobilità e alla ormai inadeguatezza dei trasporti nelle nostre isole –osserva Anna Miracula - ci lasciano esterrefatti, ma nonostante le problematiche segnalate e che non accennano a placarsi , nessuno fa nulla per iniziare a prendere in mano il bandolo della complicata matassa”.
La gente si lamenta ma ormai non protesta più. E’ caduta in una forma di torpore rassegnato come se avesse accettato che una deriva negativa faccia parte ineluttabile del nostro futuro. Un sindaco addirittura pensa di vendere gli immobili del suo Comune per acquistare una nave, la Lippi. Mentre improvvisamente si scopre che la Pietro Novelli che era stata destinata alla linea Milazzo-Eolie- Napoli viene dichiarata dal RINA, l’ente che sovraintende alla sicurezza nella navigazione, ormai inadeguata e destinata con tutta probabilità alla rottamazione.
In questo clima da medioevo prossimo venturo spicca l’ottimismo del nostro governo regionale che sogna uno splendido avvenire per la Tirrenia e la Siremar. Commentando i giudizi circolati sul fatto che la Sicilia a differenza della Campania, della Toscana e della Sardegna non abbia accettato la cessione gratuita della compagnia di competenza, cioè la Siremar, il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Giuseppe Maria Reina, facendosi interprete dei progetti del Presidente Lombardo e del governo della nostra regione, ha detto: «Noi non rinunciamo a nulla, abbiamo invece l'aspirazione di far diventare la Sicilia un punto di riferimento per l'area del Mediterraneo. Tirrenia è nata in Sicilia, la vogliamo riportare in Sicilia. Se ci sarà una gara per la holding parteciperemo».
Cioè il governo siciliano intenderebbe partecipare alla gara per acquisire Tirrenia e Siremar congiuntamente. E questo perché, aggiunge, la sola Siremar sarebbe ingovernabile e rappresenterebbe una fregatura mentre sarebbe diverso gestire insieme Tirrenia e Siremar. Una gestione regionale? No, afferma il sottosegretario, “niente carrozzoni pubblici, la gestione sarà privata: puntiamo su questo tipo di modello”
L’Assessore regionale ai trasporti Nino Strano spiega che l'acquisizione gratuita è stata respinta in quanto "a fronte della nostra richiesta di assicurare a Siremar una dotazione di 75 milioni l'anno, ce ne hanno offerti 50. Non avremmo neanche potuto coprire i costi. Campania, Toscana e Sardegna hanno meno linee rispetto a noi e sono riuscite a trovare soluzioni con risorse contenute". Per questo, con il governatore Lombardo, "abbiamo pensato – conferma Strano - di essere in grado di competere per Tirrenia e Siremar insieme. Forti anche della disponibilità finanziaria tratta dai fondi Fesr e Fas".
Non è ancora chiaro se la Regione parteciperà da sola o si metterà a capo di una cordata alla quale pare che abbia già aderito l’armatore Morace della Ustica Lines. Ma su una cosa l’Assessore sembra sicuro, che sarà la Regione a determinare le linee: non le subiremo, ma le inventeremo, le organizzeremo, saremo noi a integrare il traffico sociale con il traffico turistico".
Comunque si è ancora nel campo delle valutazioni. E se alla fine la Regione dovesse scoprire di non essere in grado di partecipare soprattutto in questo momento quando il governo naviga in cattive acque e soffia un vento di crisi? Che cosa succederebbe? Parteciperebbero da soli i privati? E che fine farebbero le “tratte sociali” cioè le linee che collegano le nostre isole soprattutto nella stagione invernale quando il turismo langue? Quando il 17 prossimo i Sindaci delle isole siciliane incontreranno l’Assessore regionale a Palermo, per favore, cerchino di capire se fra il sogno della grande Tirrenia che illuminerà il Mediterranio ed il Medievo che stiamo vivendo, esiste una terza linea su cui attestarsi soprattutto se i sogni dovessero morire all’alba.
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