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martedì 5 febbraio 2013

LA CHIAMATA ALLE ARMI DI SCHIFANI: “UNITI SI VINCE”

di Chiara Billitteri -
“La Sicilia non tradirà il centrodestra”.  Renato Schifani, presidente del Senato, torna in campo per la campagna elettorale, e non lo fa “da capolista”, assicura, ma “da militante”, e sicuro della vittoria della coalizione guidata dal Popolo delle Libertà. Gli organi dirigenziali del Pdl siciliano si sono riuniti in un hotel palermitano, e anche se nessuno l’ha detto apertamente, l’obiettivo è proprio la maggioranza a Palazzo Madama. Per quanto fiduciosi in una rimonta, infatti, i sondaggi parlano chiaro: alla Camera dei Deputati il centrodestra non ha i numeri, ma una vittoria al Senato permetterebbe alla coalizione di centrodestra di mettere i bastoni tra le ruote all’ipotetico futuro governo guidato dal leader del Pd Pierluigi Bersani.
Anche perché, ne è sicuro Schifani, un’alleanza tra Bersani, Vendola e Monti “sarebbe quantomeno difficile”. E Francesco Cascio, ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana, non ha dubbi: l’alleanza c’è già. “Ho saputo da un candidato della ‘lista Monti’ – ha affermato Cascio – che le direttive nazionali sono quelle di chiedere il voto per se stessi, ma di indicare al Senato la coalizione di centrosinistra guidata da Bersani”. E, inutile dirlo, l’ipotesi di un’influenza ‘montiana’ sul prossimo governo spaventa il partito di Silvio Berlusconi, che nonostante abbia sostenuto il governo tecnico per più di un anno, sta facendo della lotta all’innalzamento della pressione fiscale e dell’Imu (solo per citarne alcune), il proprio cavallo di battaglia. “Equitalia – ha ricordato il presidente del Senato – ha portato la gente al suicidio, non dimentichiamocelo”. Proprio di stamattina, poi, la proposta “choc” di Berlusconi di restituire, in caso di vittoria, l’Imu del 2012 a tutti gli italiani tramite bonifico bancario o in contanti.
Ma l’incontro sembrava più una sorta di ‘chiamata alle armi’ della campagna elettorale: “Azzurra libertà” (l’inno del Pdl) ad accogliere i partecipanti, moduli d’adesione al partito (intitolati “dati del ‘difensore della libertà’”), programma elettorale, e tanti argomenti. Il primo è più uno stimolo per i candidati che adesso dovranno cercare i voti. “Abbiamo perso perché eravamo divisi – ha detto Schifani – ma adesso siamo di nuovo uniti: e vinceremo”. Ma il ricompattamento con Grande Sud e con Raffaele Lombardo a molti non piace, e gli applausi all’intervento dai toni un po’ amari dell’ex presidente Cascio sono tanti. “Miccichè ci ha traditi anni fa, ha spaccato il gruppo e anche adesso lascerà tutto sulle nostre spalle. Ho ingoiato la scelta di accoglierlo come si ingoia un cato di fiele”, ha detto Cascio. L’unico merito del leader di Grande Sud sarebbe, per l’ex presidente dell’Ars, quello di fargli digerire più facilmente l’alleanza con Lombardo, che comunque “non sarà ricordato come il peggior presidente della storia della Regione siciliana solo per ‘merito’ di Rosario Crocetta”.  Parole dure contro il governo regionale sono arrivate anche da Francesco Scoma, capogruppo del Pdl all’Ars, che ha definito il governo di Crocetta “spocchioso e senza fatti concreti”, e dallo stesso Schifani, critico riguardo “il solito trasformismo dei politici siciliani”.
Ma, come ha detto la coordinatrice Simona Vicari, il Pdl “ce la può fare, alla faccia di chi ci credeva morti”.  “Abbiamo sbagliato a dividerci –ha proseguito – , e adesso dobbiamo essere compatti. A costo di turarci il naso”.

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