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giovedì 26 marzo 2009

"Ancora Siremar". Considerazioni e riflessioni di Rosaria Corda

(Rosaria Corda) Permettemi una breve e ulteriore riflessione sui trasporti, questa volta a partire dalla qualita’ e dalla certezza del servizio che la societa’ pubblica dovrebbe assicurare agli eoliani. Martedi 24 scorso mi sono ritrovata a Milazzo, dopo una giornata passata a fare controlli medici nel catanese e con tutta la famiglia. Partita alle 7,50 da Lipari con il catamarano dell’Ustica lines, navigato in un mare che potrei definire nella norma delle condizioni del periodo primaverile, alle 17.30 le agenzie comunicano che le corse veloci si interrompono per il previsto giungere di una perturbazione. Insieme ad un centinaio di persone ci rechiamo a bigliettare per il traghetto “Isola di Stromboli”. Sarebbe quasi inutile riferire il solito e scontato ritornello: “il comandante ha deciso di non partire”. Stiamo tutti con il naso all’insu’ a scrutare il cielo e le nuvole, per cercare di capire quale tempesta poteva impedire la partenza della nave. Qualcuno ipotizza di chiamare in aiuto il Sindaco o il Prefetto, si ascoltano le solite voci arrabbiate di chi e’ magari arrivato con il mezzo appena precedente e che giura e rigiura che il mare e’ quasi calmo. Ovviamente l’agenzia chiude i battenti e a noi non resta che dirigerci verso quella della Ngi, ma si potra’ avere qualche notizia solo dopo l’arrivo del traghetto, previsto per le ore 20,00. Nel contempo ci accorgiamo che circa 80 ragazzi del biennio dell’itc Isa Conti, di ritorno dal viaggio di istruzione, rimangono appiedati con bagagli al seguito sul molo di imbarco. E ci rendiamo anche conto delle difficolta’ che si presenterebbero qualora si dovesse pensare ad una sistemazione logistica per tutti. E nel frattempo, non si sente alitare vento. Alle 20,00 arriva l’annuncio positivo della partenza della Ngi. Siamo tutti a bordo e stanotte riusciremo a rientrare a casa.
E a bordo ci attende un’altra piacevole sorpresa. La societa’ ha messo a disposizione di tutti, ed in particolare degli studenti eoliani, un ricco buffet di pizza e rustici, quasi a chiedere scusa di un disagio che pure stavano risolvendo.
Il viaggio e’ stato molto tranquillo e piacevolmente intrattenuto dalla finale del programma di Maria De Filippi “Amici”.
E molti mi hanno chiesto di firmare idealmente insieme questo appunto. E siccome proprio il giorno precedente avevo raccolto, nell’ambito del confronto con le parti politiche organizzato dal comune, voci squillanti in favore della societa’ pubblica Siremar, adesso vorrei invitare un po’ tutti a riflettere su quello che chiediamo, cosa chiediamo e come lo chiediamo. Ritengo che una societa’ che deve rendere un pubblico servizio possa anche valutare diversamente le informazioni ufficiali, date dai bollettini meteo, dalle reali condizioni. Non posso e non voglio credere che un comandante di una nave quale l’Isola di Stromboli, sia meno capace di governare un mezzo, che in un’ora e’ in grado di coprire la distanza tra Milazzo e le Eolie, rispetto al collega della compagnia privata. Non posso e non voglio giustificare il comportamento di quanti, a diverso titolo, dovrebbero fornire un “servizio pubblico essenziale” e che al contrario preferiscono trincerarsi dietro un qualsiasi bollettino o un semplice avviso ai naviganti, trattando gli eoliani alla stregua di un cittadino che perso un autobus, ne puo’ prendere uno successivo. Non posso e non voglio pensare che una societa’, alla quale tutti noi contribuiamo da decenni, possa lasciare ottanta ragazzi, centinaia di utenti, al freddo in mezzo ad una strada, abbassando semplicemente la grata di una agenzia e ritirando il portellone di una nave.
E questa per noi e’ storia di ordinaria amministrazione. Pertanto non ritengo assolutamente utile continuare a perorare la causa di chi ci ha sempre trattato con sufficienza, superficialita’ e spesso maleducazione. Difendiamo con forza il diritto alla mobilita’, pretendiamo che lo stato si assuma l’onere di garantire tale diritto a noi tutti e per sempre, ma per favore smettiamola con questo scorporo! Lavoriamo insieme per la nostra dignita’, che sia rispettata con l’efficienza, la garanzia e la cortesia dei servizi, cosi’ come spettano ad ogni popolazione civile. E un grazie alla Ngi che, nonostante non ne avesse l’obbligo, ci ha anche dato una lezione di vita. Infatti un mezzo piccolo e brutto, piuttosto che una nave bella e moderna, si e’ improvvisamente trasformato nel piu’ accogliente e familiare degli ambienti e ci ha riportato felicemente a casa.Rosaria Corda