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martedì 16 giugno 2009

Piano delle spiagge e del demanio marittimo del comune di Lipari. La minoranza, dopo i fatti di Stromboli, chiedono la trattazione in consiglio

COMUNICATO STAMPA
Le notizie che giungono da Stromboli, in merito alle problematiche dell’alaggio dei natanti da pesca e da turismo e la decisione degli operatori turistici dell’isola di bloccare tutto se non saranno messi nelle condizioni di poter operare, sottolineano, ancora una volta, la correttezza di comportamento dei consiglieri di minoranza che sin dal mese di aprile scorso si erano attivati per cercare di discutere in consiglio comunale la complessiva problematica del Piano di Utilizzazione delle Spiagge e del Demanio marittimo nelle Isole del Comune di Lipari, discussione che l’amministrazione e la maggioranza consiliare non hanno mai voluto affrontare, condannando i cittadini a subire le carenze di programmazione e l’assenza di diritti chiari e precisi.
Come abbiamo anticipato la decisione di presentare tale autoconvocazione urgente era dettata da tutta una serie di illazioni e voci che attraversavano il paese.
Il Piano spiagge avviato come strumento di regolamentazione da parte della precedente amministrazione è divenuto di anno in anno un importante strumento di programmazione e di organizzazione del demanio marittimo, ancor più in un’isola come Stromboli che non ha, come ad esempio Filicudi, un’area destinati alle operazione di varo ed alaggio delle imbarcazioni.
Alla luce dei fatti di Stromboli riteniamo urgente che sull’intera problematica dell’utilizzazione del Demanio Marittimo nelle Isole Eolie si faccia chiarezza, anche con la partecipazione delle singole circoscrizioni, per garantire a tutti i cittadini parità di diritti e per dare agli operatori commerciali delle Isole, e nel nostro caso quelli di Stromboli, certezza di poter lavorare alla luce del sole, senza dover ricorrere a “cortesie” di questo o quel potente di turno. Gli abitanti delle Eolie sono cittadini e non sudditi.
Invitiamo, ancora una volta, il presidente del consiglio e l’amministrazione a voler affrontare il dibattito in consiglio per dare a questo strumento di programmazione la giusta pubblicizzazione e la doverosa trasparenza.
Il primo firmatario
Biviano Giacomo