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domenica 19 dicembre 2010

Bruno "«Vogliono bloccare lo sviluppo delle Eolie» . E sulla portualità spiega come non perdere 130 milioni di investimenti previsti con la società mista"

(gazzetta del sud - Mario Di Paola) Mario Di Paola

«I novelli "Gattopardi" non vogliono far crescere questo arcipelago e seminano lacci e lacciuoli per bloccare ogni iniziativa utile». Il sindaco di Lipari, Mariano Bruno, punta il dito contro «quelle forze più esterne che interne che non fanno attuare il programma dell'Amministrazione». Tanti i "no" registrati sinora, dai depuratori ai dissalatori alla rete portuale, per la quale si è giunti ad una e burocratica sospensione di giudizio in sede regionale. «È giunto il momento di dire basta alle lungaggini burocratiche – avverte Bruno, preannunciando una lettera aperta agli esponenti del governo nazionale e regionale, alla deputazione e financo all'Unesco – ed è necessario che in sede decisionale si dia un contributo di chiarezza in merito a scelte che necessitano di atti sistemici per la realizzazione di un nuovo modello di sviluppo dell'arcipelago eoliano».
Ma esiste un vostro modello di sviluppo per delle isole che vivono solo di turismo?
«Certo. È nei programmi di questa amministrazione. L'obiettivo è la realizzazione di un distretto turistico integrato dell'arcipelago, per la cui realizzazione, non sono solo sufficienti risposte episodiche ai fabbisogni individuali di ciascuna isola (necessità di ammodernamento o potenziamento della struttura esistente), ma la progettazione complessiva di un "sistema" per l'acquisizione di un ruolo preminente nel turismo nautico, che deve basarsi sulla complementarietà di strutture, paesaggi, ambienti e specificità proprie dell'Arcipelago, dove Lipari svolge la funzione centrale di raccolta e drenaggio dei flussi».
Ma per fare ciò bisogna attuare una drastica inversione di rotta e disporre di un largo consenso.
«Certo. Devono essere modificate alcune scelte penalizzanti che hanno visto le isole dell'arcipelago connotate esclusivamente da una residenzialità stanziale realizzando un sistema integrato che abbia come visione il turismo diportistico, peschereccio e trasportistico come avviene in tutte le "serie" realtà europee».
Sindaco, andiamo sul concreto e affrontiamo il nodo della portualità. Qual è la posizione della sua Amministrazione?
«Rispondo: l'inversione di rotta è possibile realizzarla solo attraverso l'ammodernamento e la trasformazione del porto commerciale di Sottomonastero (II ctg.,III classe, DPR Sicilia 1.06.2004), del porto commerciale e servizi passeggeri di Marina Corta (II ctg.,III classe DPR Sicilia 1.06.2004), la realizzazione di un porto turistico in località Marina Lunga, e l' ampliamento del porto turistico di Pignataro ((II ctg.,III classe DPR Sicilia 1.06.2004) che attualmente prevedono destinazioni funzionali non in uso. Insomma: una valorizzazione globale delle nostre bellezze paesaggistiche con una forte ricaduta occupazionale».
Sindaco, basteranno i "presunti" fondi pubblici?
«Certo che no. Ecco perché riteniamo che la realizzazione della nuova portualità della rada di Lipari passi attraverso il partenariato pubblico-privato. È stata una scelta condivisa dalla maggioranza degli isolani che hanno eletto questa Amministrazione sulla base del programma presentato dalla coalizione politica che sostiene il sindaco. E invece ritorna puntuale l'antica consuetudine della nostra politica che quando intende frapporre ostacoli alla realizzazione di un progetto condiviso lancia alternative impraticabili che ne impediscono la realizzazione. Come si fa infatti a sostenere davanti ad un imprenditore selezionato sulla base di una procedura ad evidenza pubblica di rilevanza comunitaria, che si impegna ad investire nel nostro territorio ben centotrenta milioni di euro che i porti si possono realizzare con soldi pubblici in un periodo in cui non vi sono risorse per garantire gli ordinari bisogni della collettività? Come si fa ancora a sostenere che i privati espropriebbero gli isolani del territorio quando l'atto costitutivo della società mista pubblico-privato ha recepito tutte le prescrizioni del Consiglio Comunale a tutela degli operatori locali e dei cittadini in ordine alla gestione delle infrastrutture ed alle politiche dei costi? La realizzazione dei porti di Lipari, oltre a rappresentare per l'intero arcipelago una risorsa per il turismo nautico e crocieristico, con approdi protetti e sicuri, è in linea sotto il profilo metodologico con quanto previsto dall'UNESCO che richiede procedure conformi alle leggi vigenti in materia ambientale ed al Piano paesistico delle Eolie che prescrive per la rada di Lipari un unico disegno strategico».
È evidente, comunque, che devono essere scelte largamente condivise.
«Certo, il progetto dovrà essere sottoposto alle giuste Valutazioni di impatto ambientale, nel cui procedimento potranno intervenire con proposte fattuali le organizzazioni ambientali maggiormente rappresentative e valutato dagli organi tecnici regionali. Ma se la visione d'insieme e la strategia sarà finalmente condivisa, la Regione dovrà celermente definire un procedimento iniziato sin dal 2006. I tempi dell'Amministrazione non sono più conciliabili con quelli dell'impresa e degli imprenditori che sempre più sono restii ad investire nella Regione Siciliana. Ecco dunque l'esigenza della concretezza. Da parte mia, garantisco la piena disponibilità al confronto "del fare", pronto alla condivisione possibile per la realizzazione, a breve, visto il tempo trascorso, delle importanti trasformazioni del territorio. Voglio solo ricordare che l' ultima volta che sono stati stanziati ingenti finanziamenti per la portualità turistica dell'isola di Lipari dal compianto on. Giuseppe Merlino, la querelle politica è stata capace di far perdere tanti stanziamenti. Oggi questa Amministrazione è riuscita ad attirare sul territorio eoliano un imprenditore di primissimo piano (La Condotta Acque spa, ndc.) ed un impegno finanziario dello stesso per 130.000.000, un fatto storico».
Sindaco, si contesta che il privato possa privilegiare operazioni speculative tali da modificare il territorio. Quali garanzie avete che ciò non avvenga?
«Ma proprio la formula della a società mista è una garanzia condivisa. Del resto, quando l'Amministrazione ha potuto agire in autonomia, ha lanciato sfide epocali, alcune delle quali portate, ad oggi, a compimento (Piano Regolatore Generale, piattaforma logistica dei trasporti pubblici in un unico scalo, messa in sicurezza della maggior parte degli scali portuali etc.). E lo ha fatto rompendo la vecchia logica di Tomasi di Lampedusa "Tutto cambia affinché nulla cambi". Qui tutto deve cambiare. Intendo aprire sin da domani un forum col governo e la deputazione regionale al fine di rendere chiare le posizioni senza alcuna dietrologia, né politica, né burocratica, nella ricerca di espressioni di volontà alla luce del sole e motivate, e ciò nel rispetto anche di coloro i quali non saranno favorevoli. Vorrei solo dire al presidente Lombardo e alla sua giunta, alla deputazione e alle forze politiche: avete la possibilità di sancire o meno una svolta epocale di cambiamento per le isole Eolie e per l' economia turistica dell' intera Regione affrontando la sfida con un approccio moderno e senza divisioni nascenti da logiche di appartenenza. In questo senso penso che il confronto deve diventare stringente, senza strategie gattopardiane. Le nostre isole non possono attendere oltre».
 Il confronto – costruttivo – è aperto. O meglio, rilanciato.

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