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giovedì 17 gennaio 2013

IMU Crack - Il punto di non ritorno (di Leonardo Russo)


Tra i vari interventi legislativi varati dal Governo Monti nell’ultimo anno, merita una approfondita riflessione l’effetto che nell’economia italiana avra’ l’Imu.
Accanto infatti alla valanga di tasse e balzelli che hanno prostrato e depresso tutti gli italiani l’introduzione dell’Imu, con questi parametri, segna un momento decisivo per la storia fiscale di questo paese.
Senza bisogno di essere dottori o laureati tutti abbiamo conoscenza di quello che in fisica viene chiamato punto di rottura, il punto cioe’ in cui il carico sopportabile viene superato e di conseguenza porta al collasso dell’intera struttura.
Quasi tutti i cittadini prima ed i politici in campagna elettorale poi, hanno indicato il grave effetto negativo che l’Imu ha causato agli italiani, soprattutto sulle case, prima o seconda che fosse, lamentando di fatto un trasferimento delle tredicesime appena prese dal reddito familiare al fisco insaziabile.
Pochi pero’ hanno evidenziato un fatto particolarmente ingiusto, aberrante e massimamente distruttivo insito nella natura stessa dell’IMU, la non deducibilta’ per le aziende di questa tassa.
Se, infatti, al momento dell’ introduzione dell’ICI la tassa di possesso era vista come un contributo tutto sommato marginale, con i nuovi parametri e’ di fatto diventata una nuova Irpef, che non legata ai ricavi di bilancio, in moltissimi casi ridotti od minimi, esige un tributo di sangue ed energia alle imprese di fatto insostenibile.
Prendiamo ad esempio un’azienda di 500 mq che abbia dichiarato utili per 14.000,00 nell’anno in corso. La quota da versare all’erario sara’ con un conto approssimato di 5.500,00 euro, con un netto di 7.500,00. La tassa di proprieta’ quantizzata da Monti e’ di 6.000,00 euro portando cosi’ di fatto i ricavi a 1.500,00 euro su un reddito di 14.000,00, il prelievo finale e’ quindi dell’ 85%.
Ovviamente se l’azienda ha utili piu’ bassi o se e’ in perdita il prelievo dell’Imu non cala, portando a percentuali di prelievo sulle aziende superiori del 100%.
So che sembra incredibile che una politica cosi’ autodistruttiva ed priva di ogni barlume di razionalita’ possa essere stata partorita da qualcuno ma e’ quello che purtroppo sta accadendo in Italia oggi.
L’Edilizia e’ stata immediatamente colpita con una tassazione sugli immobili invenduti enorme che sta facendo fallire aziende sanissime , colpevoli solo di essere patrimonializzate con immobili invece che con liquidita’.
Al secondo posto il settore Turismo, vera risorsa del paese, che sara’ massacrato con la tassazione sugli alberghi.
Tutte quelle strutture infatti che in special modo al Sud vantano 40-50 camere e che magari lavorano 2-3 mesi l’anno con utili non altissimi, si troveranno a pagare Imu di 30.000,00 euro con guadagni di 25.000,00.
Al terzo possiamo posizionare sicuramente l’agricoltura con i magazzini e le grandi stalle scarsamente produttive diventate improvvisamente voragini di 15.000,00 20.000,0 euro annui a fronte di ricavi modestissimi.
Industria e commercio seguiranno a ruota verso la chiusura o il fallimento trascinati tra l’altro da un’economia mai cosi’ stagnante.
Come contromisura disperata tutti imprenditori o semplici cittadini stanno ricorrendo alla svendita del patrimonio immobiliare, ma nonostante il deprezzamento, in alcuni casi gia’ al 50%, non si riesce a vendere.
E’ quindi importantissimo agire immediatamente alla riduzione e alla deducibilita’di questa tassa, che priva di ogni logica economica sta per diventare per l’ancora con cui annegare definitivamente la piccola e media impresa, e con essa, tutto il paese.
Leonardo Russo M5S – Candidato al Senato, Sicilia

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