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martedì 23 marzo 2010

Ex Pumex. La precisazione e le considerazioni di Rosaria Corda

Riceviamo e pubblichiamo:
Prendo spunto dalla richiesta di rettifica*, sul motivo della mia presenza all'incontro che si è tenuto stamane tra Italia Lavoro e i lavoratori ex Pumex, in quanto chi scrive ha ricevuto mandato dal sindaco, Dott. Mariano Bruno, per seguire in sua vece l'andamento dei lavori, e non come funzionario del Centro per l'Impiego, per annotare alcune particolari impressioni che ne ho ricavato.
Questo anche a motivo della più grande trasparenza e pubblicità di quanto si andrà a definire per favorire il reinserimento lavorativo degli stessi lavoratori, nel più breve tempo possibile.
L'incontro con la dottoressa Caudullo, chiamata ad intervenire direttamente dall'Assesore Regionale On. Leanza, una dei responsabili di Italia Lavoro, società di stretta collaborazione regionale e titolare del progetto Welfare to Work, doveva oggi solo rispondere ad esigenze di carattere tecnico, di raccolta di dati e di notizie, in modo da avere il quadro completo dei singoli lavoratori, delle singole posizioni professionali, nonchè per cercare soluzioni immediate a favorire l'eliminazione di alcune criticità che si sono presentate in questi due anni, durante i quali i lavoratori hanno prestato servizio presso il Comune di Lipari, quali soggetti utilizzati in regime di ex LSU in integrazione salariale.
Compiuti questi atti preliminari, la stessa dott.ssa Caudullo relazionerà sull'intera situazione e proporrà delle soluzioni che la parte politica potrà decidere di adottare per risolvere definitivamente la questione.
Quello che comunque non mi ha lasciato del tutto convinta, e anche parecchio amareggiata, sulle reali intenzioni, sulla completa volontà di limpidezza e lealtà che tutti gli attori dovrebbero rappresentare in un'azione comune, è stato l'atteggiamento che alcune "parti" si ostinano a tenere, quasi in contrapposizione su quello che è il progetto comune.
Ora vorrei solo soffermarmi su due riflessioni: l'obiettivo e il metodo.
Credo che sul primo non ci siano dubbi: ridare il lavoro a coloro che se lo sono visto togliere.
Sul metodo, forse, sarebbe il caso di fare chiarezza e, se necessario anche qualche passo indietro su posizioni ormai superate, sopratutto dopo l'entrata in vigore delle nuove normative ministeriali.
Mi sono resa conto a tal proposito che la mancanza di informazioni sul percorso da seguire, tale come è normato, continua ad alimentare convinzioni di facili e rapide soluzioni al problema, e la cosa che più dispiace è la convinzione, sapientemente instillata nei lavoratori da parte di alcuni soggetti, voglio augurarmi non in malafede, che tutto possa risolversi semplicemente mettendo in atto un solo "atto" di volontà politica.
Non possedendo particolari acumi sui vari "giochetti", che un tempo erano solo politici, mi limito a considerazioni basate sul principio giuridico dell'innocenza fino a prova contraria. E in tutto questo "qualcuno" continua a volere continuare il gioco del "remare contro".
Ora se questi soggetti, che comunque non possono essere esclusi da un tavolo di concertazione, avessero finalmente il buon senso e il coraggio di esplicitare esattamente cosa vogliono ottenere da tutto ciò, fossero anche tutte le medaglie del mondo da appuntarsi al petto, li invito a farlo il prima possibile, perchè non è giusto continuare a tirare la corda, illudendo le aspettative di chi ormai è allo stremo delle forze.
E non mi riferisco nè a componenti della politica ufficiale, nè a rappresentanti delle pubbliche istituzioni.
Ai lavoratori ex Pumex il posto di lavoro è stato tolto, ma di fatto essi rappresentano una parte, purtroppo in crescita, di disoccupati che devono essere accompagnati per il reinserimento lavorativo, ovvero fino al momento della quiescenza per gli aventi diritto.
Sarebbe il caso pertanto di non fomentarli oltre su questo punto. Se un diritto costituzionale gli è stato negato, e di questo ne siamo convinti, ci sono azioni legali, in parte intraprese dagli stessi lavoratori che, nei tempi utili della giustizia, daranno le giuste risposte. E questa è una strada. L'altra, la più importante, è decidere finalmente di abbandonare l'ipotesi del colpo di bacchetta magica, e incamminarsi lungo il percorso previsto in questi casi, sollecitando e operando la giusta azione di controllo che compete alla politica, alle parti sociali, ma non avversando oltre, con il solo risultato di ottenere una ulteriore perdita di tempo.
In conclusione, non è certamente un quasi tentativo di "sequestro" tentato nei confronti della funzionaria, al fine di non farle acquisire taluni atti importanti, nè tantomeno pensare che debba essere merito o demerito di qualche parte politica, piuttosto che di un'altra, nè travisare alcune dichiarazioni, così come è accaduto nel caso della sottoscritta, piuttosto che avere la onestà intellettuale di ammettere proprie assenze e ritardi, che si può raggiungere l'obiettivo comune.
Quello che mi conforta in tutto questo è che i lavoratori hanno indiscusse capacità di logica che li porterà sicuramente a delle conclusioni giuste, senza cadere nella trappola delle strumentalizzazioni e delle false illusioni. E mi auguro che questo possa almeno servire a consentire loro di guardare avanti con fiducia. Perchè fortunatamente non siamo tutti uguali...e c'è chi ancora ama occuparsi degli altri con spirito libero e per amore del servizio. E per questo rimane una voce libera, coerente e leale. Con tutti coloro che avranno lo stesso riguardo, naturalmente.
Nel ringraziarvi per lo spazio che mi vorrete concedere, mi impegno a relazionare sullo stato dei fatti ogni qualvolta si verificheranno degli sviluppi degni di nota e sopratutto ad informare su azioni concrete e possibili.
Rosaria Corda
*Ne prendiamo atto e ce ne scusiamo ma non era nostra intenzione sminuire il valore della sua partecipazione a quell'incontro.