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lunedì 22 marzo 2010

"Il diritto alla salute deve essere difeso anche con i denti. Gli eoliani facciano sentire la propria voce"(di Saverio Merlino)

Riceviamo da Saverio Merlino, segretario reggente PD Lipari, e pubblichiamo:
Rimodulazione della Rete Ospedaliera e riordino della Rete Territoriale siciliana
Eolie: “figli di un Dio minore”

“Il possesso del migliore stato di sanità che si possa raggiungere costituisce uno dei diritti fondamentali di ciascun essere umano, qualunque sia la sua razza, la sua religione, le sue opinioni politiche, la sua condizione economica e sociale. I governi hanno la responsabilità della sanità dei loro popoli e a tal fine devono prendere le misure sanitarie e sociali appropriate ”.
Con questi termini l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce, in parte, il concetto di salute. Il decreto recante il titolo “Rimodulazione della Rete Ospedaliera e riordino della Rete Territoriale siciliana”, approvato in questi giorni e prossimo alla pubblicazione sulla GURS, non tiene assolutamente conto per il territorio dell’Arcipelago eoliano di quanto dettato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e viola, palesemente, anche l’art. 32 della Costituzione Italiana che sancisce il diritto alla salute come diritto dell'individuo e interesse della collettività.
Un provvedimento che, ancora una volta, dimostra che per i nostri governanti (nazionali e regionali) gli eoliani hanno meno valore degli altri; ancora una volta veniamo trattati come “figli di un Dio minore”.
Si colpiscono i più deboli, persone che già vivono il disagio dell’insularità, che hanno il diritto di essere assistite a casa loro, di non dover lasciare le proprie famiglie, di non essere abbandonate a causa di inefficienza, negligenza o peggio ancora per far quadrare, sulle loro spalle, i bilanci della Regione Sicilia, da molto tempo in dissesto sicuramente non per colpa dell’ospedale di Lipari e dell’assistenza sanitaria, nel tempo, offerta agli eoliani.
Queste isole negli anni 50 avevano creduto di essere finalmente uscite dal medioevo, purtroppo le vicende di questi ultimi tempi, a cominciare dalla difesa della salute e dal diritto alla continuità territoriale ci dicono che – a causa di governanti miopi o disattenti - dobbiamo temere che il medioevo stia tornando.
Il Piano di Rimodulazione della Rete Ospedaliera e il riordino della Rete Territoriale siciliana è stato per le Eolie un colpo durissimo.
Un Piano che, di fatto, smantella l’ospedale di Lipari.
Non mi si venga a dire ancora, dopo un anno e passa che ne parlo, che si sta creando facile allarmismo.
Questo Piano di Riorganizzazione Sanitaria, messo a punto dall'Assessore regionale Russo, mette a rischio, in modo avventato e scellerato, la permanenza degli attuali servizi sanitari forniti dall'ospedale di Lipari.
Un Piano che per l’Ospedale di Lipari prevede solo un reparto MCAU, riservato in pratica, alla medicina e alla chirurgia d’accettazione e d’urgenza che non garantisce nemmeno i livelli minimi di assistenza.
Mentre oggi l’Ospedale di Lipari accoglie circa venticinque ricoverati al giorno, nella stagione invernale, quando è assente il turismo, con questo scellerato Piano di Riordino avrà solo 14 posti letto per la degenza ordinaria, in pratica per il solo pronto soccorso e limitati ai casi acuti da ricoverare al massimo per 72 ore e poi smistare alle varie unità operative fuori da Lipari.
Altri 12 posti sono previsti parte in day ospital e parte in day service.
Il decreto abolisce i reparti di medicina interna, medicina generale e pediatria per cui il ricovero urgente di un bambino avverrà al pronto soccorso a fianco magari ad un anziano morente o a un infortunato in preda ai dolori.
Un piano che vuole “calare” la logica del “rientro” economico in ogni realtà sanitaria, senza studiare e considerare selettivamente e attentamente le diverse e varie situazioni locali.
Per gli ammalati e per i lavoratori della sanità, a cui è affidata la gestione dei bisogni e della domanda sociale e che l’ospedale lo vivono quotidianamente, è inconcepibile un’idea di sanità legata a logiche di profitto e non ai reali bisogni del malato.
I bisogni degli ammalati eoliani, a qualunque parte politica appartengono, sono diversi da quelli che l’Assessore Russo immagina.
Vorrei ricordare all’On. Russo che Lipari è stata sede di un ospedale fin dal XII secolo grazie ai monaci benedettini; addirittura nei secoli “bui” del settecento e dell’ottocento le Eolie ebbero due ospedali: il San Bartolomeo e l’Annunziata.
Sono dovuti arrivare gli “anni dello sviluppo” e del turismo per ritrovarsi privati di questo importantissimo presidio della salute.
Noi Eoliani non vogliamo che siano le leggi di mercato ad essere l’unico parametro di misura nella valutazione dei bisogni di salute, spesso indotti nella popolazione solo per fornire prestazioni remunerative al sistema sanità a discapito degli ammalati.
Qui non si tratta di un problema da poco, si tratta della cosa più cara di ogni essere umano, “la salute” che, sotto ogni aspetto, deve essere difesa anche con i denti e mi auguro che questa volta gli eoliani facciano sentire alta e forte la propria voce.
Chiederemo anche al nostro Presidente della Repubblica, garante della Costituzione italiana, di farsi ambasciatore di questa grave preoccupazione di tutti gli eoliani.
Mi auguro, tuttavia, che il decreto venga al più presto modificato e che non si arriverà ad un grado di criticità irreversibile della questione ma che si voglia concretamente riprendere e sistemare, secondo le attese degli eoliani, una situazione assurda ed intollerabile per un società civile e per una Regione che vuole cambiare e migliorare la sanità.
Saverio Merlino
Segretario Reggente Partito Democratico Lipari