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domenica 3 ottobre 2010

Parco e....

Riceviamo da "La voce eoliana" e pubblichiamo:
Caro direttore
la rassegna stampa prosegue con maggiore intensità viste le ultime vicende giudiziarie relative allo scandalo delle Cinque Terre, pian piano tutti i nodi vengono al pettine e chi ci dava per pazzi, terroristi e per svenditori del futuro di queste isole, farebbe bene a ricredersi, aprire gli occhi, iniziare a svegliarsi dal letargo ed unirsi a noi nella lotta per evitare la svendita al peggiore offerente delle nostre isole ma soprattutto del futuro delle generazioni che verranno, poi ci potremo anche sedere ad un tavolo e discutere di strumenti alternativi e più democratici per una reale tutela dell'ambiente.
Tempo fa ricordiamo di aver letto un articolo, postato sui blog dalla sig.ra Silvia Carbone, relativo alle considerazioni che i tedeschi hanno dei parchi italiani, quell'articolo ci fece un po' sorridere perchè sembrava troppo esasperato ed ingigantito, però con il senno del poi, dobbiamo ricrederci, viste anche le pesanti accuse che vengono mosse agli indagati nello scandalo delle Cinque Terre.
E' palese come questi signori che gestiscono i parchi hanno un potere immenso nelle mani, un potere che viene esercitato sul territorio e sulle persone che ci vivono, usufruiscono di finanziamenti (pubblico denaro), senza che nessuno li controlli o faccia delle ispezioni, si veda l'interrogazione del Senatore Valerio Carrara che più volte ha chiesto, al Ministero competente, di sapere come vengono spese le somme erogate a favore di questi enti, trovandosi davanti solo un muro di gomma.
Probabilmente lo scandalo delle Cinque Terre non sarà l'ultimo, staremo a vedere, confidiamo che il Governo si decida prima o poi ad avviare delle ispezioni anche negli altri parchi per verificare che le somme erogate non vengano distratte per altri fini meno nobili.
Non crediamo neppure alle promesse del ministro Prestigiacomo di rivedere in tempi brevi la legge 394/91, trattandosi di una legge che andrebbe abrogata in toto; visto quanto accaduto, non sa neppure lei cosa dire e cosa fare, l'imbarazzo è tantissimo.
Nel dubbio il Governo crea discariche nel Parco Nazionale del Vesuvio, in Italia tutela dell'ambiente e spazzatura sono in costante simbiosi, tanto poi i governi futuri stanzieranno altri fondi per la bonifica delle aree.
La ministra non comprende ancora che negli Stati Uniti ed in Spagna i parchi rappresentano una risorsa ed in Italia sono una palla al piede per lo Stato ed una mannaia sulla testa delle comunità interessate.
Rivolgiamo un appello ai Sindaci delle Eolie ed agli amministratori locali affinchè, alla luce di quanto accaduto nelle Cinque Terre, rivedano la loro posizione di favore verso l'istituzione del Parco delle Eolie, oggi non si può scherzare con il nostro futuro e con quello dei nostri figli.

Per coloro che come noi amano l'ambiente postiamo una lettera inviata a Luciano Lanza di Il Fatto Quotidiano da parte di Eugenia Lentini del “Comitato mare pulito di Framura”:
“Caro Luciano,
stamane ho ascoltato per caso il notiziario delle 9.30 e ho appreso che hanno arrestato il presidente del parco delle 5 terre, il sindaco e l’ex sindaco di Riomaggiore con altre persone. Ho cercato subito su internet per saperne di più. Per ora si sa poco. Ho comunque pensato che forse c’è una giustizia a questo mondo. Ma? Per il momento attendo gli sviluppi, ma mi piacerebbe sapere se verrà fuori come le 5 terre spendono e hanno speso i finanziamenti che da anni ricevono da destra e da manca. Finanziamenti che arrivano loro anche in virtù del fatto che sono parco nazionale, ma che non è possibile sapere come vengano spesi, ovviamente al di là della manutenzione dei muretti a secco che fanno bella mostra di sé lungo tutta la costa. L’associazione Vas (verdi ambiente e società) da anni chiede di poter avere copia dei bilanci del parco, ma non sono ancora riusciti a ottenerli, anche se, visto che si tratta di bilanci di un ente pubblico, dovrebbero essere appunto documenti pubblici.
Come sai, da anni ci battiamo per chiedere che per lo meno i comuni costieri della provincia di La Spezia vengano dotati di un sistema di depurazione consono affinché non vengano più forniti nutrienti per le alghe monocellulari che tanta fastidiosa e, in alcune condizioni, tossica schiuma creano sulla superficie del mare. Pur ricadendo in un ambito che dovrebbe essere “protetto” anche i comuni delle 5 terre non sono dotati di depuratori. Loro “grigliano”, ossia fanno passare gli scarichi attraverso griglie a maglie sempre più fini e poi scaricano direttamente in mare. Alla faccia del parco e del paradiso dei cetacei in cui ricadono, e dei finanziamenti appunto!
Il 27 agosto scorso, a Framura, come sai (visto che hai fatto il moderatore) abbiamo organizzato un incontro con tecnici e rappresentanti di alcune associazioni/comitati che si occupano di tutela ambientale del territorio nel levante ligure. Abbiamo per tempo invitato anche i sindaci delle 5 terre oltre al presidente del parco Franco Bonanini, ma nessuno si è presentato.
Certo nessuno di loro, credo, ha voglia che si sappia che pur non depurando ricevono finanziamenti pubblici e bandierine da Legambiente a cui più volte abbiamo chiesto di spiegarci come mai. Risulta poco comprensibile, infatti, capire come mai Legambiente possa denunciare tutti i veleni che i fiumi liguri buttano in mare, possa bacchettare il comune di La Spezia e tutti i comuni che non depurano e poi assegnare le famose bandierine blu da Portovenere a Monterosso”.
28/09/2010
Eugenia Lentini del Comitato mare pulito
Associazione LA VOCE EOLIANA

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