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mercoledì 22 giugno 2011

L'Ars salva lo scranno del deputato Pid È stata respinta la richiesta della commissione verifica poteri che aveva deliberato la decadenza del politico per «incandidabilità originaria». D'ALIA, L'ASSEMBLEA PERDE CREDIBILITA'

L’Assemblea regionale siciliana salva lo scranno al deputato regionale del Pid Santo Catalano. Con voto a scrutinio segreto l’Ars ha infatti respinto la richiesta della commissione verifica poteri che aveva deliberato la decadenza del politico per «incandidabilità originaria»: 38 i contrari e 35 i favorevoli (74 i deputati presenti in aula, 73 i votanti).
IL CASO DEL DEPUTATO PID - Catalano era subentrato a sala d’Ercole al deputato Fortunato Romano, ma subito dopo il suo arrivo a Palazzo dei Normanni è emersa - attraverso un esposto - una sentenza in base alla quale il politico non poteva essere candidato: Catalano aveva patteggiato in appello una condanna a un anno e 11 mesi per abusivismo edilizio e, in concorso, per abuso d’ufficio. Due giorni fa la prima sezione civile del tribunale di Palermo aveva dichiarato l’ineleggibilità del politico alla carica di parlamentare. Alla fine della votazione dal pubblico, autorizzato a seguire i lavori parlamentari, è partito un applauso; alcuni deputati del centrodestra si sono alzati per abbracciare e baciare Catalano.
D'ALIA, L'ASSEMBLEA PERDE CREDIBILITA'- "La decisione dell'Assemblea regionale siciliana sulla vicenda Catalano non fa onore all'Assemblea stessa e rischia di minarne la credibilità". Lo dice il capogruppo dell'Udc al Senato e coordinatore regionale siciliano del partito , Gianpiero D'Alia, commentando il voto dell'Ars che oggi ha respinto la dichiarazione di nullità dell'elezione del deputato regionale del Pid Santi Catalano.

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