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martedì 30 ottobre 2012

Messina: sottoposto a confisca il patrimonio dell’imprenditore edile PERGOLIZZI Vincenzo ammontante ad oltre 25 milioni di euro. C'è anche una casa a Lipari


COMUNICATO STAMPA
Nell’ambito delle attività finalizzate all’aggressione ai patrimoni di provenienza illecita, i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno dato esecuzione al decreto di confisca disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina, relativo ad un ingente patrimonio, valutato in circa 25 milioni di euro, riconducibile al noto imprenditore edile milazzese PERGOLIZZI Vincenzo, classe 1953, sottoposto contestualmente alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di p.s. con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, per la durata di anni quattro. Trattasi della più cospicua confisca di beni registrata nella provincia di Messina.
Il collegio giudicante ha accolto integralmente le richieste, sia concernenti l’aspetto personale che quello patrimoniale, avanzate in esito alla complessa istruttoria dibattimentale dal Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina dott. Vito DI GIORGIO.
Già nel novembre 2010, il predetto magistrato ed il collega della Direzione Distrettuale Antimafia dott. Angelo CAVALLO, con il coordinamento del Procuratore Capo della Repubblica dott. Guido LO FORTE, avevano ottenuto il sequestro preventivo dell’ingente patrimonio del Pergolizzi in quanto ritenuto di natura illecita.
Dagli accertamenti condotti dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale e dalle Compagnie Carabinieri di Messina Centro e Messina Sud, con il contributo del ROS di Messina, è emersa l’esistenza di collegamenti tra l’imprenditore, gravato da diversi precedenti penali anche per favoreggiamento personale, ed esponenti di rilievo della criminalità organizzata catanese, messinese e barcellonese.
Il PERGOLIZZI Vincenzo, attraverso le società a lui direttamente o indirettamente riconducibili, per effetto dei rapporti intessuti con i familiari del boss catanese CAPPELLO Salvatore, del barcellonese FOTI Carmelo Vito e di altri soggetti legati alla criminalità organizzata messinese, è riuscito ad affermarsi sul mercato, alterandone gli ordinari meccanismi ed acquisendo ingenti vantaggi economici non solo per la propria attività imprenditoriale esercitata prevalentemente nel settore dell’edilizia, ma anche per un’attività condotta, per il tramite di un sodale, nel settore della produzione e del commercio di prodotti della panificazione.
La confisca ha riguardato le società PER.EDIL. srl, CO.STE.SON. srl, COSTRUZIONI E.P. srl, operanti nel settore edile, nonché la società CE.DI.PAN. srl, operante nel settore della panificazione, con tutti i beni aziendali di rispettiva pertinenza, nonché, sei abitazioni (di cui due a Messina, due a Milazzo, una a Lipari ed una a Pace del Mela); quattro terreni (di cui tre a Milazzo e uno a Messina); un fabbricato con annesso terreno sito in Milazzo  e due immobili siti in Messina.
Sono stati altresì confiscati quattordici automezzi, tra cui un’autovettura Cadillac Escalate, e un’autovettura Jaguar; un’imbarcazione di oltre 20 metri (in leasing alle società); 22 rapporti bancari.
L’attività odierna rientra nel più ampio contesto operativo del Desk Interforze, attraverso il quale, dall’anno 2009, il Procuratore Capo della Repubblica di Messina, dott. Guido LO FORTE, ha inteso sviluppare in maniera coordinata le attività di individuazione dei patrimoni acquisiti illecitamente, che una volta reimmessi nel circuito economico legale sono in grado di alterare il sistema economico.

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