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lunedì 27 settembre 2010

Riflettiamoci ! (di Angelo Pajno, presidente dell'Associazione "La voce eoliana")

Egr. Direttore,
ho letto con attenzione le recenti novità relative al "mega porto" di Lipari (interventi di Piero Roux e Saverio Merlino) nonchè alla annunciata prosima costituzione di un "comitato amici del parco nazionale delle isole Eolie"; certo, avremmo avuto piacere di essere presenti anche noi de "la Voce Eoliana" a Palermo al recente incontro presso l'Assessorato al Territorio ed Ambiaente, e sotto tale profilo avevamo inoltrato specifica istanza al Sindaco di Lipari:
Ovviamenmte non si "pretendeva" la partecipazione, ma si rappresentava l'opportunità di una tale partecipazione visto che l'incontro si presentava, ancora una volta,..."a senso unico" con la presenza di numerose associazioni ambientaliste e strutture ministeriali e regionali tutte protese alla istituzione del parco: nessuno invece che, nell'ambito di un civile e costruttivo confronto, portasse la voce dei cittadini, che rappresentasse quelle perplessità e quei dubbi che l'esperienza dei parchi ad oggi già istituiti alimentano di giorno in giorno.
Ed invece niente: i cittadini restino a casa e, possibilmente, non distrurbino il manovratore; se lo desiderano presentino una appropriata istanza in Assessorato, poi si vedrà.
Non ci è parso un bell'esempio di democrazia, così si contribuisce ad esacerbare gli animi, tutto l'opposto di quanto sarebbe opportuno (se non addirittura necessario).
E ciò si appalesa tanto più grave ove si consideri che, per quanto ci è dato conoscere (attendiamo eventuali smentite) non sarebba mai stato trasmesso all'Assessorato il recente deliberato del Consiglio Comunale sulla istituzione del parco. Ma tant'è!
Naturalmente inoltreremo tale nostra richiesta di partecipazione agli incontri futturi, hai visto mai?
Quanto all'incontro poi effettivamente tenutosi, l'esito era praticamente scontato: si è chiesto all'oste, ancora una volta, se il suo vino è buono invece di chiedere agli avventori se quanto loro servito dall'oste risulta allungato con l'acqua.
Viceversa, e quando si vuol fare le cose sul serio, proprio tale metodo d'indagine è stato di recente seguito da un gruppo di ricercatori dell'Università di Padova, coordinati dal prof. Andrea Camperio Ciani, il quale ha sviluppato un attento ed approfondito studio sulle conseguenze reali - sul territorio,sulla popolazione e sulle attività commerciali e turistiche - della istituzione del parco nazionale dell' Arcipelago Toscano.
I risultati, trasmessi dall'Università di Padova al Ministero dell'Ambiente, sono stati, a dir poco, sconcertanti tanto da aver innescato una piccata replica del Presidente del parco, il geologo Mario Tozzi, alla quale il prof. Camperio Ciani ha semplicemente ribadito la bontà scientifica del metodo d'indagine seguito:si è lasciato, finalmente, da parte l'oste e si sono chiesti lumi sulla qualità del vino a chi il vino poi effettivamente lo trangugia.
In quasto quadro, certamente poco edificante dal punto di vista della corretta informazione alla cittadinanza, non posso che salutare positivamente la nascita del "Comitato amici del parco nazionale delle isole Eolie" di cui parla la Sig.ra Aimee Carmoz nel post del 25 settembre in quanto voglio augurarmi che si possa finalmemnte affrontare l'argomento senza posizioni precostituite ed analizzando, previa messa a confronto, le rispettive argomentazioni ed i relativi supporti scientifici.
Nessuno ha mai messo in discussione l'importanza e la centralità della salvaguardia del bene ambientale di cui le isole Eolie sono state dotate da madre natura, ma è altrettanto vero che l'istituzione di ulteriori e dissennati vincoli porterebbe alla totale paralisi e mummificazione di un territorio già oggetto di numerosi e stringenti stumenti legislativi di salvaguardia.
Talvolta l'eccesso porta più guasti della carenza ( o presunta tale); e quì mi collego alla lettera degli amici Roux e Merlino dei quali condivido la posizione sul "mega porto", cosi come, del resto, buona parte della popolazione liparese.
Ma le situazioni sono, paradossalmente, diverse:
mentre per "l'ecomostro" portuale non esiste, a monte, alcuno strumento che, in qualche modo, ne limiti l'impatto e ne disciplini le caratteristiche - e mi riferisco al piano regolatore dei porti - per la tutela del territorio abbiamo già una pletora di normative sull'argomento quali il PRG, il PTP, vincoli idrogeologici, antisismici e financo di matrice europea cone le SIC e le ZPS, oltre le aree di riserva e pre riserva in buona parte dell' arcipelago.
In buona sostanza: Sì alla portualità, No a "questa" portualità; Sì ad una effettiva tutela ambientale; No ad un parco che, allo stato dell'arte attuale (assenza di finanziamenti - Vds. lo svicolare del Ministero al riguardo - e palese anacronismo della legge-quadro, oramai quasi ventennale ed oggetto di diverse proposte di modifica) avrebbe quale unico effetto quello di imbalsamare il territorio.
Vi sono altri modi e strumenti per valorizzare le nostre isole senza attaccarne il territorio, ma bisogna saper cogliere le giuste occasioni ed affidarsi a soggetti più capaci e meno negligenti: illuminante lal riguardo la sorte dei finanziamenti del GAL, recentemente andati perduti.
Riflettiamoci.
Associazione "La Voce Eoliana"
Il Presidente
Avv. Angelo Pajno

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