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giovedì 14 giugno 2012

Un saluto alla maestra Ferlazzo (di Samuele Amendola)


“Amici del sole…!!!” Con questa frase esordiva appena varcata la soglia dell’aula e ricordando questa frase voglio rivolgere il mio “arrivederci” alla maestra Giuseppina Ferlazzo, insegnante ed educatrice appassionata e profondamente dedita al suo lavoro che viveva come una vera e propria missione. Come ho avuto modo di fare qualche anno fa, quando l’andai a trovare in occasione della pubblicazione di un mio libro di poesie, intendo oggi rinnovarle il mio più sincero “grazie”. Grazie maestra perché sei stata ancor prima che un’insegnante una grande “maestra di vita”, insegnandomi il valore del rispetto di se stessi e degli altri, l’importanza delle regole per vivere in un mondo di pace, il rispetto per le tradizioni ma anche il sapersi mettere in gioco per scoprire, fare e ricercare nuove possibilità in tutte le cose. Ricordo ancora oggi, a distanza di oltre venti anni le tue spiegazioni: le “parti del discorso”, gli ausiliari … “che vanno a braccetto del verbo” e i tempi verbali, passato, presente e futuro, accompagnati dai movimenti delle nostre mani che battevano sui banchi. Avevi una grande capacità di coinvolgerci in ogni momento della giornata scolastica ma anche la prontezza di sospendere la lezione se qualcosa tra noi alunni non andava ed era il momento in cui iniziavi quelle che chiamavi … “lezioni di vita”. Così voglio salutarti maestra, dandoti quel “tu”… carico di rispetto, di ammirazione e di affetto che ti davamo sui banchi delle elementari, quando ad ogni difficoltà o ad ogni nostra paura sapevi rispondere dispensando i tuoi generosi abbracci e le tue dolci parole. Insegnante che oggi verrebbe definita “tutta d’un pezzo”, perché sapevi essere anche autorevole, quando necessario e i tuoi rimproveri rari ma severi ci toccavano il cuore perché ci rendevamo conto di avere, col nostro comportamento, deluso te, cara maestra, di aver deluso chi credeva profondamente in noi, nelle nostre capacità e nelle nostre potenzialità. Eri la maestra che metteva ai primi banchi i bambini meno “bravi” che avevano bisogno di un maggiore aiuto, mentre gli ultimi posti erano riservati ai più “bravi”, eri l’insegnante che riusciva anche solo con lo sguardo a comunicarci i suoi sentimenti. Per questo, oggi voglio ricordarti così maestra Ferlazzo, immaginando di sentire quella frase che mi metteva tanta gioia e mi faceva sentire orgoglioso di essere tuo alunno: “Amici del sole…!!!” Samuele Amendola

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