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lunedì 11 giugno 2012

La Chiesa sappia essere cerniera fra Dio e le Eolie (di Michele Giacomantonio)


La religiosità degli eoliani sta cambiando? C'è più maturità e consapevolezza in confronto a quella che ancora alcuni anni fa sembrava prediligere il devozionalismo delle feste paesane con tanto di botti? Era la riflessione che mi veniva in mente domenica sera assistendo alla processione del Corpus Domini una delle più importanti e significative manifestazioni della Chiesa cattolica perché dedicata alla esaltazione pubblica dell' Eucarestia cioè, come insegna la Chiesa, della presenza reale del Signore Gesù con il suo corpo ed il suo Spirito. E non solo per la bella preghiera che mons. Gaetano Sardella ha letto dinnanzi alla Chiesa del pozzo, ma anche per la partecipazione ordinata e raccolta delle confraternite e del popolo, per la sobrietà coinvolgente dei canti e delle preghiere con cui il parroco dai San Giuseppe, don Giuseppe Mirabito ha animato il corteo tutto mi spingeva a questa riflessione. Una processione in apparenza tradizionale:  partita dalla chiesa Cattedrale dopo la Messa con in testa le confraternite e le suore, quindi il Santissimo portato da mons. Sardella con a fianco  don Giuseppe, quindi la Giunta comunale al gran completo, la banda e un popolo numeroso,  la processione ha percorso via Garibaldi e via XXIV Maggio sostando dinnanzi alla Chiesa del pozzo. E qui  mons. Sardella, prima di impartire la benedizione, invece della tradizionale omelia ha innalzato una preghiera tutt’altro che formale: "Sii presente, o Signore, - ha detto il parroco di San Pietro - in ogni nostra famiglia e nelle sue quotidiane vicende, la dove la comunione delle persone conosce successi e crisi, ricresce e incrinature o fallimenti, dove una nuova vita sboccia e fiorisce, dove i ragazzi e i giovani sperimentano entusiasmo e delusione, sete di grandezza e vuoto di ideali. Sii presente, o Signore, in questa porzione di chiesa che vive nelle isole Eolie. Sappia leggere la storia della sua gente interpretando il tuo messaggio di unita' senza tradimenti. Sappia essere cerniera tra Dio e il mondo, tra Dio e la città. Fa che Lipari trovi nella chiesa viva il suo cuore, la sua anima. Che la chiesa non sia mai lontana dalla sua città , ma appassionata le stia dentro quale fermento di comunione e di vita. Che le pietre di questa città, antiche e recenti, pietre di case o di edifici sacri, non siano solo comodi ripari, ma piedistalli e scale che conducono a te e ai fratelli"...
Quindi il corteo con i suoi canti e le sue preghiere, con anora nelle orecchie le parole della preghiera, si e' rimesso in movimento per corso Vittorio Emanuele, via Roma, Marina corta fino alla chiesa di San Giuseppe, dove si e' svolta la benedizione finale. Ha proceduto, come da tradizione, fra due ali di folla passando sotto ai balconi che hanno tornato ad addobbarsi con le tovaglie dei giorni di festa e  le luci.

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