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sabato 10 gennaio 2009

Laurana "liberata". Perplessità sui risultati romani

E' rimasto bloccato ed occupato nel porto di Lipari sino a ieri sera il traghetto “Laurana” della Siremar. La "svolta" è maturata alle 19 e 30 a seguito della decisione dei consiglieri comunali di aggiornare e spostare i lavori del consiglio, in corso a bordo da giovedì (previa richiesta del comitato di protesta e dopo ampia discussione con i cittadini) al palazzo comunale. A votare sono stati in otto. Sei consiglieri di minoranza e i due ex della maggioranza Fonti e Megna, con quest'ultimo arrivato sul traghetto nonostante fosse febbricitante. A far propendere per il cambio di rotta le notizie arrivate attraverso il direttore generale della Siremar Pietro Giglio che ha ufficializzato che il Laurana non lascerà le Eolie per essere dirottato altrove e che sarà ripristinato a breve il collegamento mattutino e quello serale del traghetto. A ciò si è aggiunto il fatto che una delle promesse del ministro Matteoli, e cioè di comunicare alla Siremar di proseguire nei collegamenti da e per le isole oltre il 14 gennaio, starebbe per concretizzarsi. Insomma un atto di buona volontà anche se lo stato di agitazione permane in attesa della riunione di giorno 20 a Roma del tavolo tecnico. Quella andata in scena sino a ieri sera è stata comunque la palese dimostrazione di come la fiducia e la soddisfazione degli amministratori isolani e quella di vari esponenti politici regionali (Bufardeci e Buzzanca su tutti) per i risultati ottenuti a Roma sulla poblematica Siremar si stesse “scontrando” con la “diffidenza” e la richiesta di atti concreti di una parte dei cittadini eoliani, dei componenti il comitato di protesta per i trasporti, dei consiglieri di minoranza e dei due ex di maggioranza(Fonti e Megna) del comune di Lipari. Ad onor del vero il risultato del vertice romano con il ministro non viene certo commentato positivamente anche dal presidente dei senatori dell'UDC, l'eoliano Giampiero D'Alia. “Per risolvere la questione della Siremar- ha affermato- non bastano le rassicurazioni di massima del Governo sull’avvio di tavoli tecnici, né la garanzia di coperture finanziarie per continuare i servizi nell’anno in corso, peraltro con l’utilizzo improprio dei Fondi Fas. Sul vero nodo della questione, ovvero l’esclusione della Siremar dal processo di privatizzazione della Tirrenia, non è stata spesa una parola dal ministro Matteoli, segno della volontà precisa del Governo di andare avanti con un processo sbagliato che colpisce gli abitanti delle isole minori e cancella il principio costituzionale della continuità territoriale”. Di problema spostato di un solo anno parla il segretario generale della Uilt Giuseppe Caronia. “Desidero ringraziare sinceramente i sindaci, gli amministratori e le popolazioni delle isole minori della Sicilia per il loro significativo contributo alla vertenza Siremar nell'ambito piu' generale della vertenza del Gruppo Tirrenia -ha affermato-. Ritengo tuttavia doveroso evidenziare che quanto e' emerso nell'incontro tra il ministro Matteoli ed i sindaci delle isole minori non ci tranquillizza per niente. E' stata trovata, nella migliore delle ipotesi e sperando che la reiterata promessa del Ministro di reperire i 46 milioni di euro necessari per assicurare gli attuali servizi per tutto il 2009, diventino realta', una aleatoria soluzione che sposta di un anno il problema''. Infine vi è da sottolineare che ieri sulla delicata situazione dei collegamenti da e per le Eolie si è riunito il consiglio provinciale che ha discusso ed approvato all'unanimità dei presenti(26) le due mozioni aventi come primo firmatario, rispettivamente, Massimiliano Branca e Francesco Andaloro. E' stato chiesto al presidente Ricevuto di "attivarsi a sostegno della mobilitazione, favorendo l'apertura di un tavolo di concertazione tra le amministrazioni centrali, regionali, provinciali e locali che possa valutare i servizi oggetto di convenzione, chiedendo alla Regione di assumere un ruolo attivo nella risoluzione della questione sui trasporti marittimi in modo da garantire i diritti primari delle popolazioni isolane e lo sviluppo socioeconomico del territorio" e di "farsi carico e svolgere ogni attività utile affinché il presidente del Consiglio nazionale si adoperi per modificare il decreto-legge che prevede tagli ai finanziamenti per le Società di Stato dei trasporti marittimi". Al termine del dibattito, al quale era presente anche il presidente Ricevuto, è intervenuto l'assessore provinciale ai Trasporti, Rosario Ventimiglia che ha sottolineato come, nonostante le rassicurazioni giunte dal Governo nazionale, il problema non è risolto ma è stato, forse, rinviato di un anno. "Non si tratta solo di un taglio di fondi – ha sostenuto Ventimiglia - ma esiste un obbligo comunitario che indica la via della privatizzazione per il cabotaggio marittimo, con conseguenti sanzioni per chi non si adegua. Tra l'altro la Tirrenia ha una situazione debitoria notevole e sono già stati spesi 175 milioni di euro dei fondi FAS per risanarla. Dunque dietro un presunto successo si nasconde un insuccesso".