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venerdì 16 luglio 2010

Parco delle Eolie, operato del consiglio. Il comunicato del presidente del consiglio Longo che ribadisce "Sindaco rispetti ruoli istituzionali"

COMUNICATO STAMPA
Lo scorso 11 Luglio 2010, il Consiglio Comunale ha adottato una delibera con la quale è stato espresso un parere in merito all’istituzione del Parco Nazionale delle Isole Eolie.
La Delibera è stata votata da 10 Consiglieri su 18 presenti, mentre in 8 si sono astenuti.
I consiglieri si sono limitati ad esercitare le proprie prerogative prendendo posizione, liberamente e senza vincoli di appartenenza, su un argomento di interesse generale e di enorme importanza per il futuro delle Isole Eolie.
Il fatto che il Consiglio abbia espresso una valutazione non coincidente con quella dell’amministrazione e che abbia censurato la condotta dell’amministrazione stessa nella gestione della questione parco, non è certamente un affronto personale al sindaco o tantomeno manifestazione di antidemocraticità, ma rientra nella normale dialettica politica.
Tuttavia, per ragioni che non è dato comprendere, il deliberato del consiglio ha scatenato la spropositata reazione del Sindaco e di alcuni consiglieri di maggioranza, al punto tale da “deplorare il comportamento del Presidente del Consiglio Comunale che, contravvenendo ai più elementari principi della democrazia, non ha consentito…al Sindaco di Lipari dott. Mariano Bruno di prendere la parola nel corso del dibattito”.
Nell’intervista pubblicata qualche giorno fa sulla Gazzetta del Sud il Sindaco si è addirittura difeso dalla presunta accusa di avere tramato nell’ombra per ottenere la carica di presidente del parco, invitando alle dimissioni i suoi accusatori.
Gli è però sfuggito che né il consiglio né i singoli consiglieri hanno mai mosso accuse del genere, avendo semmai denunciato, con reiterate deliberazioni, la totale mancanza di trasparenza dell’amministrazione nella gestione della vicenda.
Il fatto che il Sindaco abbia sentito la necessità di difendersi da un accusa mai mossa potrebbe anche fare riflettere sulle sue reali motivazioni.
Contravvenendo al mio proposito di non alimentare sterili e propagandistiche polemiche sui mezzi di informazione, ho ritenuto necessario intervenire, in questo caso, non tanto per rispondere alle accuse personali, quanto a difesa della dignità e del prestigio del Consiglio Comunale, organo rappresentativo della cittadinanza, che l’Amministrazione tenta in ogni modo di delegittimare.
In alcuni articoli apparsi sulla stampa e su internet, si sostiene che al Sindaco sarebbe stata negata la possibilità di intervenire sull’argomento, all’ordine del giorno del consiglio comunale del 11/07/2010, relativo all’istituzione del parco nazionale.
Il Consiglio, di fronte ad un sindaco disponibile al confronto ed al dialogo, avrebbe violato la più elementare regola democratica, avallato da un presidente che ha “impedito un confronto con il Consiglio da parte dell’Amministrazione”.
I presenti alla riunione consiliare, tra questi i numerosi cittadini di Pianoconte, possono senza dubbio confermare che i fatti sono andati molto diversamente.
La discussione ha avuto inizio alle ore 10.00. Era all’ordine del giorno l’approvazione della delibera sul tema del Parco e sono intervenuti nella discussione, oltre al sottoscritto, tutti i consiglieri dell’opposizione e del Faro, argomentando le proprie opinioni sull’argomento.
Il Sindaco, durante la discussione, non solo non ha mai chiesto la parola, ed ha quindi evitato un confronto diretto ed aperto sulla questione, ma è addirittura uscito dall’aula, manifestando insofferenza ed irridendo da fuori e ad alta voce gli interventi di alcuni consiglieri a lui non graditi. Incurante delle regole relative al funzionamento del Consiglio Comunale, oltre che della buona educazione, è rientrato in aula pretendendo di intervenire a discussione chiusa ovvero al momento in cui era già stata posta in votazione la proposta in esame e concessa la parola al consigliere Gesuele Fonti, e si era prenotato anche il consigliere Bartolo Lauria.
Poiché il regolamento comunale prevede che in tale fase possano essere rese soltanto le dichiarazioni di voto da parte dei consiglieri, l’intervento del Sindaco non è stato ammesso.
Nonostante l’atteggiamento irriguardoso fino ad allora tenuto dal Primo Cittadino, per il rispetto dovuto al suo ruolo istituzionale ho comunque posto in votazione una deroga alla regola generale per consentirgli di intervenire. La mia proposta è stata però bocciata dalla maggioranza dei consiglieri presenti.
Convinto di essere al di sopra di qualunque regolamento, il Sindaco si è evidentemente ritenuto leso dalla legittima decisione del Consiglio Comunale e dal comportamnento del sottoscritto che, a suo parere, non dovrebbe garantire il corretto funzionamento del Consiglio Comunale ma avallare la subordinazione del Consiglio stesso all’Amministrazione.
Il Sindaco avrebbe potuto benissimo prendere la parola nel corso della discussione sul Parco, durata oltre quattro ore, anzi un suo intervento di chiarimento e risposta alle obiezioni mosse, sarebbe stato doveroso.
Si è invece sottratto a qualunque confronto ed ha preferito commentare dall’esterno, in modo non certamente consono al suo ruolo, le dichiarazioni che non erano di suo gradimento.
Chiunque ha compreso che il suo intento era quello di parlare per ultimo, a discussione chiusa, in modo da non potere essere contraddetto.
D’altra parte ha già più volte dimostrato di non volere affatto un confronto serio sul parco, rifiutando la discussione in qualunque contesto che non potesse essere da lui gestito e diretto.
La posizione dell’amministrazione avrebbe potuto comunque essere chiarita dai consiglieri che la sostengono, presenti in aula, i quali avevano la possibilità di intervenire anche in sede di dichiarazioni di voto.
Invece, a fronte di un ordine del giorno in cui erano contenute censure precise e motivate all’operato dell’amministrazione, gli stessi consiglieri si sono limitati ad astenersi, dichiarando unicamente che qualunque pronuncia del Consiglio avrebbe dovuto essere rinviata a dopo il convegno che si terrà g. 17 c.m. alla presenza del ministro Prestigiacomo. Nessuna osservazione è stata fatta sul merito.
Il vero problema dell’Amministrazione, dunque, non è stato quello di non avere potuto esprimersi in Consiglio, ma piuttosto di non avere nulla da dire.
Il Convegno, organizzato dal Sindaco e quindi da lui meglio gestibile, sembrerebbe essere per l’Amministrazione l’unica sede deputata a discutere del Parco.
Non è chiaro per quale motivo un’organo istituzionale dovrebbe subordinare la propria attività ad un convegno che, per quanto possa essere importante ed ospitare figure di rilievo come il Ministro Prestigiacomo, è un evento con finalità unicamente divulgativa ed informativa nei confronti della cittadinanza, ma non può essere la fonte delle informazioni ufficiali, di cui il consiglio comunale dovrebbe disporre e che dovrebbe autonomamente esaminare.
Il Consiglio ha pertanto ritenuto opportuno esprimere il proprio indirizzo e censurare la condotta dell’amministrazione, tenuto conto non solo delle posizioni espresse dalla cittadinanza con la raccolta di 4.055 firme, ma anche dell’assoluta mancanza di garanzia e trasparenza delle attività preordinate all’istituzione del parco.
Vorrei in proposito ricordare che la questione dell’istituzione del parco è venuta a conoscenza del Consiglio Comunale e della cittadinanza di Lipari solo nel marzo di quest’anno ed in modo del tutto casuale.
Il 3 Marzo, a Palermo, in occasione di un appuntamento con l’assessore regionale al turismo, ho incontrato nell’atrio antistante la sede dell’assessorato, il Sindaco di Santa Marina Salina, il quale si stava recando ad una riunione a cui sarebbero stati presenti il Presidente della Provincia, l’Assessore Regionale al Territorio e Ambiente, un delegato del Ministro Prestigiacomo ed i rappresentanti dei comuni delle Isole Eolie, avente ad oggetto l’istituzione del Parco Nazionale.
Per conto del comune di Lipari sarebbe stato presente il comandante dei vigili Nico Russo.
Tornato a Lipari ho tentato invano assieme ad altri consiglieri, di ottenere informazioni riguardo alle attività in corso sull’istituzione del Parco, di cui il Consiglio era completamente all’oscuro, ma al Gabinetto del Sindaco non risultavano documenti ufficiali.
Soltanto dopo difficili ricerche abbiamo appreso che le attività erano in corso dal 2009 (si veda in proposito la lettera della dott.ssa angela Mazziotta) e si erano già tenute altre riunioni, tra le quali una il 27/1/2010, a cui aveva partecipato sempre il Comandante dei Vigili, senza che il Consiglio, né la cittadinanza e neppure l’Assessore al ramo competente, dott. Famà fossero stati informati.
Lo stesso dott. Famà alla conferenza dei capigruppo del 15 Marzo ha infatti espressamente dichiarato “di non avere alcuna informazione e di non essere a conoscenza di alcun documento sull’iter del Parco Nazionale delle Isole Eolie”, della cui esistenza aveva appreso solo attraverso le domande da me rivoltegli Mercoledì 3 Marzo, al ritorno da Palermo.
Alle conferenze dei capigruppo, tenutesi il 9 ed il 15 Marzo, si è dunque immediatamente affrontato l’argomento e si è sottolineata l’urgenza di coinvolgere il Consiglio e la cittadinanza, anche in considerazione della dichiarazione rilasciata alla stampa dal Ministro Prestigiacomo, secondo cui le perimetrazioni avrebbero dovuto essere pronte entro il 31 Marzo.
Nonostante le ripetute richieste di trasmissione al Consiglio dei documenti ufficiali (verbali delle riunioni, proposte di perimetrazione, relazioni tecniche) e la copiosa corrispondenza intercorsa con l’Amministrazione ed i dirigenti, nessun documento ufficiale è stato fino ad ora trasmesso,
Con lettera del 18 Marzo i capigruppo hanno ufficialmente richiesto al Ministero l’accredito di rappresentanti del Consiglio e della cittadinanza a partecipare agli incontri istituzionali sul parco, in conformità all’intenzione manifestata dallo stesso Ministro di garantire la massima partecipazione.
Da tale richiesta si sono però ufficialmente dissociati i consiglieri che appoggiano il Sindaco, definendo la legittima richiesta di coinvolgimento del Consiglio Comunale, “una limitazione dell’autorità dell’Amministrazione ed una forma di controllo sulla stessa assolutamente inopportuna”.
Il 20 Aprile il Consiglio ha approvato un ordine del giorno sul parco, che il Sindaco, contravvenendo ad un proprio preciso dovere, non ha mai trasmesso alle Autorità Competenti.
I fatti sopra ricordati, tutti documentati, testimoniano l’innegabile proposito, messo in atto dall’Amministrazione, di delegittimare il Consiglio Comunale, in un primo momento tenendolo all’oscuro dell’iter in corso e poi impedendo qualunque confronto serio e non pilotato. Il Sindaco ha infatti tentato di boicottare qualunque iniziativa del Consiglio sull’argomento parco: ha ostacolato la partecipazione dei funzionari della Regione al consiglio comunale, non è stato presente al consiglio convocato a Pianoconte, non si è presentato alle conferenze dei capigruppo sul parco a cui era stato invitato.
I fatti sopra riportati, sono la evidente dimostrazione della scarsa considerazione riservata dal Sindaco al Consiglio Comunale e puntualmente dimostrata in ogni occasione:
1) il Bilancio di Previsione 2010, ad esempio, pur essendo abbondantemente scaduto il termine perentorio previsto dalla legge, non viene ancora sottoposto al vaglio del Consiglio Comunale e la conseguente nomina di un Commissario ad acta, limita fortemente le prerogative del civico consesso, gravando la comunità di ulteriori costi.
2) il Piano Triennale delle Opere Pubbliche, la cui delibera di approvazione è stata esitata positivamente dalla Giunta Municipale nel mese di Novembre del 2009 e pubblicata all’Albo Pretorio del Comune, viene ancora tenuta nel “cassetto del sindaco”, sottraendola al vaglio del Consiglio Comunale nei termini di legge;
3) la scelta della gestione del Servizio Idrico, riservata per legge al Consiglio Comunale, che si è espresso inequivocabilmente e ripetutamente per la forma pubblica, è stata effettuata in netto contrasto con gli indirizzi vincolanti del Consiglio;
4) La Portualità nella rada di Lipari, che secondo i proclami iniziali del sindaco, trasformati in precisi obblighi contrattuali, prevedeva un processo partecipato dalla comunità eoliana, attraverso l’attivazione di “un efficace piano di comunicazione per l’illustrazione alla cittadinanza dei progetti e delle attività, avendo cura di coinvolgere i rappresentanti del civico consesso e delle associazioni produttive maggiormente rappresentative sul territorio” è stata finora gestita avendo cura di mantenere la più assoluta riservatezza. Al Consiglio Comunale non è data ancora conoscere alcuna fase del procedimento, né alcun elaborato progettuale.
Perfino l’obbligo di relazionare annualmente sullo stato di attuazione del programma, a norma dell’art. 17 della L.R. n.7/1992, viene arrogantemente disatteso, tant’è che dal Giugno 2008, nessuna relazione è stata presentata al Consiglio Comunale, impedendo di fatto l’esercizio di una delle prioritarie attribuzioni consiliari che è la verifica sull’attuazione del programma.
In conclusione auspico che il Sindaco rispetti i ruoli istituzionali e comprenda che il Consiglio Comunale, organo collegiale elettivo che rappresenta l’intera cittadinanza, ha una propria autonomia e ad esso sono riservate dalla legge competenze e prerogative su questioni di importanza generale, come la programmazione territoriale e la pianificazione urbanistica.
Appare evidente che simili questioni non possano essere riservate dalla legge alla discrezionalità di una sola persona, verrebbe infatti , veramente in questo caso, violato il principio della “democraticità” ed il rischio di ingerenze indebite se non addirittura illegali sarebbe altissimo.
Pino Longo
Presidente Consiglio Comunale Lipari