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sabato 3 luglio 2010

ALLARME INQUINAMENTO SULLE NOSTRE COSTE (di Anna Miracula)

(Anna Miracula) E’ probabilmente da attribuire al lavaggio della stiva di qualche nave petroliera in transito nei nostri mari eoliani e che si trovava probabilmente anche molto vicina alla costa, l’inquinamento avvistato da me (ma vi erano anche turisti ) ieri,venerdì 2 luglio sulla bellissima spiaggia della scogliera di Sotto il Monte che precede quella di Valle Muria,una delle spiagge fiore all'occhiello di Lipari.
Sulla battigia della stessa spiaggia infatti si notava chiaramente un deposito di catrame ancora fresco,non essiccato dal sole di questi giorni,dunque si tratta con molta probabilità di un episodio piuttosto recente.
E’un fatto abbastanza increscioso e che porta a riflettere sullo stato di salute decisamente non ottimo in cui versano le nostre spiagge,e quel che più colpisce è il fatto che non soltanto dobbiamo fare i conti con la temibile erosione che sta riducendo visibilmente e rapidamente i nostri litorali , ma anche con un terribile inquinamento provocato dall’incuria e impudenza dell’uomo.
L’Unione Europea ha istituito un quadro giuridico che permette di applicare delle sanzioni anche penali, per lo scarico nelle acque comunitarie di idrocarburi e di sostanze nocive da parte dalle navi. www.europa.eu
Si tratta della Direttiva 2005/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005, relativa all’inquinamento provocato dalle navi e all’introduzione di sanzioni per violazioni.e della Decisione quadro 2005/667/GAI del Consiglio, del 12 luglio 2005, intesa a rafforzare la cornice penale per la repressione dell’inquinamento provocato dalle navi.
La presente legislazione stabilisce che gli scarichi di sostanze effettuati dalle navi in violazione al diritto comunitario costituiscono un’infrazione penale, e che si possono imporre sanzioni, penali o amministrative, se le persone coinvolte sono riconosciute colpevoli di avere agito intenzionalmente o per negligenza. La direttiva incrimina tali scarichi di sostanze inquinanti quando essi sono effettuati:
-nelle acque interne, compresi i porti, di uno Stato membro;
-nelle acque territoriali di uno Stato membro;
-negli stretti utilizzati per la navigazione internazionale e soggetti al regime di passaggio di transito, - come specificato nella Convenzione delle Nazioni Unite del 1982 sul diritto del mare;
-nella zona economica esclusiva di uno Stato membro;
-in alto mare.
Allora se le leggi esistono,perché non iniziare con un adeguato e più stretto controllo delle nostre coste e iniziare ad applicarle severamente?
Le nostre isole già da qualche anno stanno attraversando un periodo di “magra” dovuto principalmente alla crisi finanziaria che ha riguardato e riguarda ancora l’Italia intera, ma per tanti altri motivi “interni” all’Arcipelago ,tra i quali l’inadeguatezza dei trasporti,il carovita ,l’assenza di porti sicuri,il degrado ambientale che da un po’ ci contraddistingue e a causa del quale negli ultimi tempi abbiamo perso molto di quel prestigio acquisito in passato.
Vero è che i paesi esteri attirano il turista con la proporzione qualità- prezzo pur non avendo a volte attrattive particolari,che però si inventano con fantasia e per tirare a campà.
Di certo noi abbiamo meravigliosi paesaggi, mare incantevole ma per quanto ancora potrà durare tutto questo? Se si mette in pericolo anche il nostro ecosistema, che già non gode di ottima salute,cosa andremo a offrire ai pochi che ancora visiteranno le nostre amate isole?
Di certo il turista che visita le Eolie lo fa principalmente per godersi il mare e il sole,trovare spiagge pulite e senza rifiuti di ogni genere e questo alle Eolie non si garantisce più.
I litorali,anche quelli non raggiungibili a piedi sono cosparsi di ogni genere di spazzatura, buttata in mare dall’uomo e portata sulle coste dai marosi specie durante l’inverno.
Che bello fare il giro dell’isola in barca e ammirare grandi contenitori di plastica e altri materiali anti-ecologici e distrutti dal mare che fanno bella cornice proprio sugli scogli.
Ma quanto si crede che potrà durare questa presa in giro per chi ci visita e paga per i pochi servizi che offriamo?ne stiamo già raccogliendo i frutti da un po’ mi sembra. Quest’estate ne è l’inaugurazione ufficiale.
I turisti, che oltre me hanno notato questo altro scempio, oltre agli altri , sulla natura, quanto ci metteranno a cambiare meta e a cancellare le Eolie dalla loro lista dei luoghi di vacanza? Poco direi,come poco è il rispetto che si ha ormai per il nostro territorio.
Ci si scanna per l’interrogativo : Parco Eolie sì,Parco Eolie no,Parco Eolie forse; l’uno contro l’altro sullo stesso territorio, per una oscura e determinata volontà che vuole tutti contro tutti. Chi si offende,chi si indispettisce, chi si indigna a destra e chi si fa il muso a sinistra,ma le cose per cui dovremmo indignarci sono ben più importanti di qualche fotomontaggio che urta gli animi di qualcuno
Ma ci siamo chiesti andando avanti di questo passo COSA resterà e SU QUALI ELEMENTI sarà basato il patrimonio naturalistico delle Eolie? Lascio aperto il quesito tanto la risposta , ma penso riguardi la sfera solo di coloro che ancora e disinteressatamente vogliono il bene di questo territorio,è presto data.
Anna Miracula