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martedì 24 luglio 2012

Vulcani: Ingv studia l’Isola Ferdinandea nel canale di Sicilia

Isola Ferdinandea, la lapidePer chi non lo sapesse, esiste un’isola apparsa e subito scomparsa a largo di Sciacca, in Sicilia. Si chiama Isola Ferdinandea ed emerse in occasione di una spettacolare eruzione vulcanica nel 1831, per poi tornare in fondo al mare. Ora i geologi dell’Ingv hanno deciso di studiare meglio quella che è già stata ribattezzata l’Isola che non c’è.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha infatti detto che dal 17 al 21 luglio 2012 è iniziata la prima campagna di monitoraggio sottomarino nell’area dei banchi del Canale di Sicilia. La campagna è stata condotta con l’ausilio della Nave da Ricerca ASTREA dell’ISPRA nell’ambito del programma di estensione a mare del monitoraggio Geofisico e del controllo dei Vulcani sommersi dei mari italiani.
L’Isola Ferdinandea ora si chiama Banco Graham, ed è una formazione rocciosa a 6,9 m sotto il livello marino, costituito appunto dai resti dell’effimera isola Ferdinandea a circa 25 miglia a SO di Sciacca emersa durante l’eruzione del 1831.
L’isola è in realtà la bocca dell’unico vulcano italiano attivo in tempi storici ancora quasi completamente sconosciuto, in cui manca inoltre un seppur minimo sistema di monitoraggio, e del quale non si conosce al momento quale sia il suo stato di attività. Le indagini hanno interessato anche i vicini banchi Terribile (-20 m) a est, e Nerita (-16,5 m) a NE, che con il Graham costituiscono un ampio rilievo sottomarino che s’innalza dal fondale del Canale di Sicilia.
Durante la campagna è stato eseguito un rilievo multibeam ad alta risoluzione che ha permesso di identificare 9 distinti crateri monogenici segno di altrettante storiche eruzioni che hanno avuto origine nell’area. Inoltre sono stati prelevati campioni di roccia dal fondale e campioni di gas dalle fumarole presenti in gran numero nell’area vulcanica.
A completamento delle operazioni, allo scopo di estendere temporalmente il monitoraggio, sono stati deposti tre OBS/H dell’INGV, stazioni sismiche da fondo mare equipaggiate con sismometro larga banda e idrofono, in prossimità dei tre banchi. Questi strumenti acquisiranno dati sismoacustici fino al loro recupero previsto entro la fine dell’anno.

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