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lunedì 16 novembre 2009

L'avventura dei ragazzi dello Stromboli sulla Gazzetta del Sud di oggi / di Ginostra reporter

Stromboli Niente aliscafo per Lipari
La squadra di calcio va in trasferta col... gommone
Salvatore Sarpi
Lipari
In gommone da Stromboli sino a Lipari per poter poi proseguire alla volta di Messina dove era in programma un incontro del campionato di calcio di terza categoria. Protagonisti calciatori e dirigenti della formazione eoliana che, vista l'assenza dell'aliscafo Siremar (in avaria da tre giorni) che effettua il collegamento mattutino tra l'isola, Panarea e Lipari, si sono sobbarcati il pesante viaggio pur di non rinunciare a una sana giornata di sport e, come hanno sostenuto all'arrivo a Lipari, a un qualcosa che altrove è normalità: il diritto di potersi muovere e organizzare la propria giornata. Per alcuni degli strombolani, compreso il "Caronte" della situazione, è stato come riavvolgere un nastro lungo quasi venti anni. Tornando indietro agli anni '90, cioè a quando gli strombolani pur di poter giocare si avventuravano nel mare (allora in tempesta, oggi piatto come l'olio) per raggiungere il primo porto "agibile" per poi proseguire in aliscafo.
«È assolutamente inconcepibile - ha dichiarato Carlo Lanza, presidente della circoscrizione di Stromboli-Ginostra e capitano della squadra di calcio - come la Siremar non rispetti i diritti di chi vive a Stromboli, così come a Ginostra, Panarea, Filicudi e Alicudi. Un giorno non si approda per lo scirocco, l'altro perchè il mare non consente la navigazione, un altro giorno viene "tagliata" la nave per Napoli, adesso un aliscafo è in avaria e, dopo ben tre giorni, non si riesce a sostituirlo. È una vera e propria vergogna l'isolamento a cui costringono le piccole isole, dimenticando quelli che sono gli elementari diritti garantiti dalla Costituzione. In primis quello alla mobilità».
Amareggiato anche il presidente della formazione calcistica Graziano Di Maggio. «Facciamo - ha detto - mille sacrifici. Dover poi constatare che altri non riescono a garantire quello che dovrebbe essere un diritto non ci aiuta certamente. Per fortuna i nostri giovani non si arrendono di fronte a nulla, neanche davanti ai disservizi Siremar». Giovani che hanno riassunto le loro vicissitudini legate ai trasporti, in un semplice: "Vergogna!"