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mercoledì 16 maggio 2012

A proposito del muro di Bongiorno di Aldo Natoli


Ritengo necessario tornare a parlare del “muro  di Ellenica” che Leonida Bongiorno ha dedicato ad Edda Ciano, la cui storia è stata magistralmente narrata dallo scrittore Marcello Sorgi nel libro “ Edda Ciano e il Comunista”, e proposta anche in un filmato televisivo. E’ indubbio che è monumento il segno che fu posto e rimane a ricordare di un persona o di un avvenimento. E’ monumento qualunque opera d’arte che per il suo pregio d’arte o di storia, o per il suo significato, abbia speciale valore culturale, artistico e morale. Per espressa volontà dell’ex Sindaco del Comune, Mariano Bruno (verbale del 16.03.2012), il “muro di Ellenica” è stato raso al suolo utilizzando i metodi sofisticati  degli Emirati Arabi e dell’Egiziani (martello, scalpello e martello pneumatico), per essere ricostruito in prossimità del Palazzo Comunale di Piazza Mazzini. Spostamento che poteva benissimo essere evitato, anche in funzione delle tante proteste apparse sulla stampa. Ecco cosa scriveva al Sindaco Bruno il responsabile della “ Studio FC & Associati s.r.l.” nella nota prot. n° 401920 del 15.11.2011, a tale proposito: “Da un punto di vista tecnico il monumento può essere sia spostato sia lasciato nella sua posizione attuale, ovviamente con qualche sacrificio rispetto alla funzionalità ed alla capienza del parcheggio e della piazza”. Per non abbattere il “Monumento” bastava quindi perdere  qualche spazio a parcheggio, ammesso che la Regione lo finanzi. Naturalmente non riesco a comprendere a che cosa serve un mega-parcheggio in Piazza Mazzini quando è indispensabile ridurre il traffico veicolare all’interno del centro storico.
Esaminando il fascicolo presso il Servizio Lavori Pubblici del Comune ho riscontrato  diverse autorizzazioni paesaggistiche rilasciate dalla Soprintendenza Beni Culturali ed Ambientali di Messina a firma del Soprintendente, Arch. Scuto e del Dirigente, Arch. Piccione (1843/10, 9722/11,   36041/11, 9722/11, 3021/12, 11624/12) . Ho anche preso visione di un verbale del 14.02.12, nel quale in effetti si parla dello spostamento del monumento, presenti l’Arch. Scuto, l’Arch. Piccione, l’Arch. Tigano, il Dott. Spigo, il Dott. Benfari, e naturalmente l’ex Sindaco Bruno. Ma nessuna formale autorizzazione allo smonto ed allo spostamento del monumento è stata riscontrata nel fascicolo, sia da parte della Soprintendenza, che da parte dell’Amministrazione Comunale, come invece espressamente richiesta nel verbale del 16.03.2012.
Orbene, le Soprintendenze per i Beni Culturali ed Ambientali  comprendono varie  Unità Operative. Per quanto riguarda lo spostamento del “muro di Ellenica”, costruito tra il 1970 ed il 1971,  l’Unità Operativa interessata all’istruttoria ed al rilascio dell’Autorizzazione Paesaggistica è quella relativa ai Beni Storici, Artistici ed Iconografici (U.O.12). Dagli atti visionati non mi è sembrato che la citata Unità Operativa sia stata mai chiamata in causa per il parere di competenza in merito allo spostamento effettuato, e da informazioni assunte l’U.O.12 di Messina non ha mai ricevuto alcuna richiesta di autorizzazione per il lavoro di spostamento del monumento di Bongiorno.  Tra l’altro, in caso di assenso, i lavori di smonto si sarebbero dovuti effettuare in presenza di personale della U.O. Se le notizie che ho raccolto sono esatte i lavori di spostamento del  “muro di Ellenica” debbono ritenersi  perché mancanti del parere specifico dell’Unità Operativa per i Beni Storici, Artistici ed Iconografici. Non credo che il Soprintendente di Messina possa avocare a sé il rilascio dell’Autorizzazione Paesaggistica che prevede lo spostamento di un monumento di valenza storica ed artistica senza l’istruttoria ed il parere dell’Unità Operativa competente.
Naturalmente sarà compito del Servizio Illeciti del Comune di Lipari verificare la regolarità degli atti e dei lavori eseguiti, ed in particolare la presenza del personale dell’Istituto messinese durante i lavori di smonto, atteso che gli interventi pubblici, proprio  perché tali, debbono essere eseguiti nel pieno rispetto della legge, così come viene  richiesto ai cittadini. Oggi, sicuramente, il compianto Prof. Luigi Bernabò Brea, che ha visto progettare e costruire il monumento; che ha conosciuto lo stato  d’animo dell’artista; il suo  “desiderio di ricordare per sempre una donna”, che oggi sappiano essere Edda Ciano; il “messaggio” che con il canto dell’Odissea di Omero da qual preciso punto scrutando l’orizzonte ha inteso trasmettere nel tempo ad Ellenica, ma anche a noi, non avrebbe mai consentito lo spostamento dell’opera.  Ma  per qualche parcheggio in più si è voluto rompere questo dialogo che nel tempo si tramandava. Il monumento sarà nuovamente eretto,  sicuramente con inevitabili imperfezioni. Ma sarà  per sempre un “Muro” senz’anima”.

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