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martedì 20 novembre 2012

"La piazza" di Luca Chiofalo

Le manifestazioni di "piazza" sono una bella cosa...
Sono uno sfogo di voci inascoltate, sono la democrazia che vuole manifestarsi, sono, anche, un palcoscenico irresistibile.
Le praticano di rado i borghesi, certamente mai i veri "potenti", spesso solo i meno abbienti o chi ha qualcosa da rivendicare, qualche volta anche chi pensa di cavarci visibilità.
Il caso dei ragazzi in età scolare è diverso, perchè felici di essere sottratti ad un noioso giorno di scuola accorrono entusiasti a manifestare qualunque sia l'oggetto della manifestazione, qualche volta consapevoli altre solo allegramente solidali con chi propone di combattere il "sistema" negli orari di lezione.
Ho smesso da poco di essere giovane, dunque i miei ricordi sono nitidi: anche noi manifestavamo, ed erano giorni di entusiasmo e colore, ma non ricordo, purtroppo, di essere mai riusciti a far passare una nostra proposta, forse per poca convinzione ma temo soprattutto per mancanza di proposte.
Poche volte, come successo giorni fa, a noi si aggiungeva il resto della popolazione, e capivamo già di non poter pretendere empatia, se non strumentale, da chi gli anni rampanti li aveva già superati ed era, volente o nolente, già parte del "sistema" che noi volevamo combattere.
Ai giovani è riconosciuto il diritto di avere un'idea nuova del mondo e della società in cui vivono, o più umilmente un'idea originale su come sbarcare il lunario dignitosamente, ma tale diritto è un onere che richiede impegno, progetto e strategia.
Non sarà un vaffanc... a scoraggiare chi decide ai livelli più alti, nè una giornata in "piazza" a cambiare le sorti di una generazione.
La vera forza dirompente sta nella capacità di proporre soluzioni alternative e praticabili, di indicare nuovi percorsi che possano sostituire il modus operandi che si contesta; altrimenti, si rischia, nonostante le buone intenzioni, di risultare effimere armate brancaleone, volgari e inconcludenti.
 CORDIALMENTE
LUCA CHIOFALO

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