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mercoledì 21 novembre 2012

I carabinieri del comando interregionale “Culqualber” hanno celebrato la loro Patrona “Virgo Fidelis”

I Carabinieri del Comando Interregionale “Culqualber” hanno solennemente commemorato la loro Patrona “Virgo Fidelis” con una Messa celebrata nel Duomo da Monsignor Calogero La Piana, Vescovo di Messina.
La funzione religiosa, cui hanno partecipato numerose famiglie di militari, è stata accompagnata dal canto del coro “Gaudemus in domino” di Camaro diretto dal Maestro Aldo Beninati.
Nella giornata odierna l’Arma tutta ha anche celebrato la “Giornata dell’orfano” e il 71° Anniversario di un epico fatto d’armi: la Battaglia di Culqualber, nel corso della quale i Carabinieri dell’allora I Battaglione Mobilitato scrissero una delle pagine più fulgide e anche più dolorose della loro storia (in allegato la motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare conferita alla Bandiera dell’Arma dei Carabinieri).
Al termine della celebrazione, letta la “Preghiera del Carabiniere”, ha preso la parola il Gen. C.A. Leonardo Leso, Comandante Interregionale Carabinieri “Culqualber”, che ha espresso il suo personale ringraziamento a Sua Eccellenza Monsignor Calogero La Piana ed a tutte le Autorità intervenute che, in questo modo, hanno ancora una volta voluto confermare la loro stima, fiducia ed affetto nei riguardi dell’Arma tutta, per il servizio reso alla comunità.
Rivolto un commosso pensiero ai caduti dell’Arma ed alle loro famiglie, il Generale Leonardo Leso ha commemorato la “Virgo Fidelis”, rammentando che l’11 novembre 1949 fu proprio Sua Santità Papa Pio XII a promulgare una “bolla” con cui stabilì che la Beatissima Vergine Maria, invocata col nome di Virgo Fidelis, sarebbe diventata “… massima Patrona Celeste dell’intera famiglia militare italiana chiamata Arma dei Carabinieri …” e che sarebbe stata anche annualmente commemorata il 21 novembre, ricorrenza dell’eroica Battaglia di Culqualber con la quale i Carabinieri scrissero una delle pagine più fulgide della storia dell’Arma.
Noi Carabinieri del Comando Interregionale “Culqualber”, ha poi sottolineato il Generale Leonardo Leso, avvertiamo particolarmente l’eredità di quell’epico fatto d’armi, poiché sentiamo come un filo invisibile unisca l’eroismo di Culqualber con quello dei tanti altri nostri commilitoni, mai dimenticati, caduti in queste terre nell’adempimento del loro dovere, impegnati nel diuturno assolvimento dei compiti istituzionali a difesa dei diritti del cittadino.
Il Comandante Interregionale ha citato le parole di una celebre omelia che Papa Giovanni Paolo II rivolse il 9 aprile 1983 ai militari dell’Arma in occasione della una sua visita pastorale alla Scuola Allievi di Roma nel corso della quale, nell’elogiare il loro attaccamento alla Virgo Fidelis, ne evidenziò le qualità che li contraddistinguevano, indicando, non a caso, per prima la “fedeltà allo stato” poi la “dedizione al dovere” e, quindi, lo “spirito di servizio”.
Il Generale Leonardo Leso, proseguendo, ha rimarcato l’attualità di quell’omelia del Pontefice, poiché colse appieno “lo spirito del Carabiniere”, ricordando tutti quei militari che “si sono sacrificati per il bene degli altri, mossi solo dal loro sentimento di fedeltà al bene comune”, garanzia per le Istituzioni e per tutti i cittadini. Una fedeltà che consente ai Carabinieri di essere sempre presenti in prima linea a difendere, anche al di fuori dei confini nazionali, le collettività dalla violenza, dai soprusi, dalle ingiustizie.
In ricordo della “Giornata dell’orfano” è stata infine stigmatizzata l’opera dell’O.N.A.O.M.A.C. (Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari dell’Arma dei Carabinieri) che dedica tutte le sue energie a favore degli orfani dell’Arma. Fondato il 5 ottobre 1948 con decreto del Presidente Einaudi, l’Ente diede soluzione al complesso e delicato problema dell’assistenza alle famiglie dei numerosi militari scomparsi nella guerra, da poco finita, attraverso la realizzazione di istituti dove accogliere i giovani in particolari difficoltà o la corresponsione di “assegni di studio” alle famiglie bisognose.
Nei suoi 64 anni di vita, l’Opera, pensata dall’allora Capo di Stato Maggiore dell’Arma, Colonnello Romano Dalla Chiesa, padre del Generale Carlo Alberto, ha visto passare nei suoi ruoli oltre 30.000 giovani, di cui 13.000 nei collegi.

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